Artigianato: coltelli alla romana, la storia di Emanuele (disoccupato Alitalia)

Da preziosi utensili a ricercati oggetti esposti nelle mostre dedicate: Emanuele, disoccupato Alitalia, è un giovane coltellinaio specializzato nei coltelli alla romana che ha ereditato la passione dal nonno.

Quella per i coltelli alla romana è una vera e propria arte che sta coinvolgendo sempre più collezionisti. Dalla disoccupazione a un nuovo lavoro? È presto per dirlo. Diplomato odontotecnico, alcuni anni come grafico pubblicitario: dopo 15 anni in Alitalia nel settore revisione motori, per Emanuele arriva improvvisamente prima la cassa integrazione, poi la mobilità e – di fatto – la disoccupazione.

“Così – racconta Emanuele Svaicari – tra un concorso, un colloquio di lavoro e l’invio di un curriculum, mi dedico a tempo pieno alla mia passione di coltellinaio”. Di certo il coltello non deve essere inteso come arma o strumento per offendere qualcuno, ma come oggetto d’arte che racconta molto delle storie e delle tradizioni della Capitale d’Italia, e prima ancora dello Stato Pontificio.

“Per realizzare i coltelli alla romana – ha spiegato Emanuele – mi ispiro alle tavole pontificie che riproducono i disegni delle armi sequestrati ai ‘bulli’ dell’epoca. Le descrizioni accurate sono preziose fonti alle quali mi ispiro”. I coltelli, dunque, sono realizzati con gli stessi materiali utilizzati nel ‘700 e nell’800.

I coltelli alla romana si dividono in due grandi tipologie: la prima tipologia ha il manico cavo realizzato in ottone su cui venivano saldate a scopo ornamentale delle medagliette in argento raffiguranti i volti dei Papi. La seconda tipologia ha il manico in corno di bufalo o di bovino, più raramente in legno di bosso, sui manici erano incise forme geometriche che avevano lo scopo di migliorarne la presa. “Alcuni rarissimi coltelli erano realizzati utilizzando anche corna di cervo: in tutti i coltelli alla romana, a prescindere dal materiale del manico è presente una robusta molla fissa, che viene fissata al manico tramite piccole viti o più raramente perni ribattuti. Questa molla ha lo scopo di bloccare la lama a coltello aperto. Sul dorso della lama, sono presenti dei denti, che in romano si chiamano “scrocchi”, questi denti a coltello aperto vanno ad inserirsi nella finestra presente sulla molla. L’inserimento dei denti nella finestra creano quel rumore caratteristico che rende famoso il coltello alla romana, i famosi tre scrocchi. Alcuni coltelli alla romana, inoltre, venivano impreziositi con dediche d’amore incise sulla lama, iniziali, disegni oppure venivano decorati con inserti sul manico”.

Come nasce quest’attività? “È una passione in parte ereditata da mio nonno paterno – ha sottolineato Emanuele – pittore e scultore, anche lui coltellinaio per hobby e soprattutto professore all’Istituto d’Arte di Roma. Una decina di anni fa, utilizzando anche i vecchi attrezzi di mio nonno, iniziai per curiosità a costruire i primi coltelli alla romana”. Dalla semplice curiosità allo studio approfondito, il passo è stato breve: “L’impegno principale di questi anni è stato quello di studiare il coltello alla romana attraverso libri e documenti storici. Nel corso degli anni ho cercato di arrivare in modo maniacale, a riprodurre fedelmente il coltello alla romana nelle forme e con gli stessi materiali utilizzati nell’epoca”.

Quali sono, dunque, questi materiali? “Per i manici utilizzo corni di bufalo, corno di bovino oppure legno di bosso che erano gli stessi materiali utilizzati nel’700 e nell’800. Il corno viene tagliato manualmente, sgrossato e lavorato a lima finché non raggiunge la forma definitiva. Con una particolare sega viene poi praticato uno ”scasso” che servirà ad accogliere la lama a coltello chiuso. Per le lame e le molle utilizzo acciaio al carbonio C70. L’acciaio viene acquistato in lastre dello spessore voluto. Su queste lastre vengono disegnate le lame e le molle, successivamente vengono tagliate e modellate a lima fino a raggiungere la forma definitiva. Le lame vengono bisellate utilizzando una levigatrice”.

E così, una volta che tutti i pezzi che compongono il coltello sono pronti si passa al preassemblaggio delle stesso, provandone il corretto funzionamento e facendo le opportune correzioni: “Successivamente vengono temprate lama e molla, mentre il manico viene decorato e lucidato. Dopo aver lucidato anche la lama e la molla, l’ultima operazione è l’affilatura della lama”.

Tutta la realizzazione del coltello alla romana, ci tiene a specificare Emanuele, avviene a mano: “Gli unici macchinari utilizzati sono un trapano a colonna per i fori e la levigatrice per bisellare e lucidare”. Le soddisfazioni per quest’attività artigianale non sono mancate: “Sono stato invitato a partecipare alla Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli a Frosolone, paese del Molise storicamente famoso per la produzione di forbici e coltelli, e dove ogni anno partecipano bravissimi artigiani da tutta Italia”. Chissà che molto presto l’attività artigianale non riesca a far dimenticare a Emanuele il presente di disoccupato Alitalia.

Per maggiori informazioni e altre foto, ecco il link alla pagina Facebook

Un Commento

  1. enrico celli said:

    VORREI SE POSSIBILE SAPERNE DI PIU’ SULLA TUA PRODUZIONE E SUI SUOI PREZZI

    TI RINGRAZIO FIN D’ORA ENRICO CELLI

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