Acea: muore operaio nel giorno del commiato del management

Proprio nel giorno in cui management di Acea saluta l’azienda per congedarsi, un operaio di 57 anni muore travolto da una gru nella zona di Colli Aniene.

Un cambio della guardia drammatico: proprio il giorno prima dell’assemblea degli azionisti che deciderà il futuro di Acea, si è verificato l’incidente mortale nella periferia est della Capitale. La gru che ha schiacciato l’uomo 57enne era utilizzata per alcuni lavori nel depuratore di via degli Alberini.

Durante le operazioni per il sollevamento di una betoniera e il posizionamento di questa all’interno di una vasca, il mezzo si è impennato, ribaltandosi e schiacciando l’operaio. La vittima era dipendente per una ditta che lavorava in appalto per Acea. Sul posto sono arrivati quasi subito i Carabinieri della stazione di Tor Sapienza, i Vigili del Fuoco e il medico legale per gli accertamenti.

La tragedia, dunque, si è verificata proprio nelle stesse ore in cui l’ad, Alberto Irace e il presidente di Acea, Catia Tomasetti si congedavano dalla guida dell’azienda partecipata dal Campidoglio.

Nei mesi scorsi il management di Acea era stato protagonista del contrasto col sindaco Virginia Raggi a causa dell’acquisizione di Acqualatina, ignorando completamente la maggioranza azionaria detenuta proprio dal Comune di Roma e non tenendo conto della consultazione referendaria svolta nel giugno 2011. Ma soprattutto fregandosene dei continui disservizi a cui sono condannati i romani.

L’operazione, aveva riguardato anche “Severn Trent Italia, che a sua volta detiene una partecipazione del 64% di Umbriadue Servizi Idrici e dell’80% di Iseco, dal Gruppo Severn Trent Plc”. Quando si cominciò a parlare dell’acquisizione, fu proprio il sindaco di Roma, Virginia Raggi, a scrivere al presidente di Acea, Catia Tomasetti e all’amministratore delegato Alberto Irace.

Tra i punti elencati dal sindaco c’erano “l’indebitamento rilevante”, la “deliberazione della conferenza dei sindaci di Ato 4 che chiedevano di ridiscutere il modello di gestione del servizio idrico”, il debito verso i Comuni di Acqualatina che ammonta a oltre 23milioni di euro e il decreto ingiuntivo del comune di Nettuno verso la stessa Acqualatina per 1milione e 833mila euro.

Da domani, dunque, l’Acea potrebbe cominciare una nuova vita: oggi purtroppo si è spezzata quella di un operaio.

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