Dieta militare: miracolo o ennesima fake news?

dieta, dieta militare, dimagrire, salute, alimentazione, regime alimentare, cibo, chili, proteine, carboidrati, zuccheri

La prova costume è sempre più vicina. Tutti stanno correndo ai ripari e il web, come al solito, è pieno di diete miracolose che promettono risultati strabilianti. L’ultima trovata è quella della dieta militare. Ma è una bufala bella e buona, vediamo perché.

La dieta militare promette una significativa perdita di peso, adottando un regime alimentare rigido, militare appunto, per soli tre giorni. La promessa? La perdita di quattro chili. Ma non è un po’ strano? Un’origine misteriosa, risultati istantanei e sorprendenti, e nessuna fonte affidabile.

Trovare una fonte ufficiale per comprendere cosa dovrebbe essere la dieta militare non è facile. Il sito themilitarydiet.com parla di un trattamento d’emergenza. Bisogna entrare in un vestito troppo stretto? Un ex mai dimenticato torna in città? Tre giorni di dieta, e passa la paura.

Digiuno simulato combinato ad ingredienti pensati per attivare il metabolismo e promuovere lo smaltimento dei grassi garantirebbero infatti un dimagrimento lampo con solo tre giorni di dieta a settimana. E per i più tenaci la dieta è buona tutto l’anno: seguita assiduamente, di settimana in settimana, permetterebbe infatti di perdere fino a 13 chili al mese. Però.

Qual è il segreto della dieta militare? Nei tre giorni bisogna limitarsi a tre pasti al giorno, seguendo un programma dettagliato che prevede caffè, pochissimi carboidrati e un bel po’ di proteine, divisi tra colazione, pranzo e cena. Nulla di nuovo, insomma.

Niente snack, neanche salutari, né alcol. E se possibile (ad averne le forze) anche una mezz’ora di attività fisica al giorno. Nei giorni di libertà, invece, nessuna regola da seguire. Mica male, soprattutto per un regime alimentare economico, non troppo limitante, unisex e gratuito.

Calma, però. E’ solo l’ennesima variazione sul tema dell’alimentazione iperproteica. “È solo un nome intrigante per una dieta ipocalorica e iperproteica”, spiega a Wired Giorgio Calabrese, docente di alimentazione e nutrizione umana dell’Università di Torino. “Si può chiamare dieta a zona, Atkins, dieta militare, può durare uno, tre o 20 giorni, ma il succo è lo stesso: si stronca il consumo di carboidrati e si incentiva quello di proteine. Ma si tratta di una dieta squilibrata, che non può mantenere le promesse di chi la propone”.

Nella migliore delle ipotesi, le diete low carb (e pure low cost) e iperproteiche possono garantire una perdita di peso veloce, ma di breve durata. Abbattendo il consumo di carboidrati sono il 50-60% dell’introito calorico giornaliero si limita la produzione dell’insulina, e il risultato è una perdita di peso che deriva principalmente dal consumo di acqua e massa magra.

“Ma appena si torna a mangiare un piatto di pasta – avverte l’esperto – i chili persi si recuperano, e con interessi da usurai”. E se nel breve periodo è solo una dieta inutile, perseverare a lungo con un simile regime alimentare può provocare gravi danni alla salute: iniziando con sintomi come nausea, debolezza, cefalee e alitosi, per poi evolvere danneggiando il cervello e i reni. “La dieta militare propone inoltre un regime alimentare inflessibile e squilibrato – conclude Calabrese – tutto il contrario di una buona dieta. Se si vuole dimagrire davvero è fondamentale rivolgersi a un dietologo professionista, che prenderà in considerazione le caratteristiche ed eventuali patologie di ogni paziente, per formulare un piano alimentare equilibrato e personalizzato per le esigenze della persona”.

La prova costume spaventa tutti, lo sappiamo, ma fate attenzione a come scegliete di perdere peso.

Articoli correlati

*

Top