Ad Auronzo la Lazio continua ad allenarsi. Tra contestazioni e censure

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La Lazio ad Auronzo di Cadore. Undicesimo giorno.

“Non è cambiato niente, tu non sei il mio presidente”. La contestazione da parte dei tifosi laziali continua. E lo striscione esposto ieri durante il match amichevole contro l’Indonesia Under 23, ne è l’ulteriore (ed ennesima) dimostrazione. Non mollano i sostenitori biancocelesti, non si fanno incantare dalle parole di Lotito che continua a lanciare messaggi per cercare di convincere il popolo laziale a sottoscrivere l’abbonamento. Il clima è teso. “Ma leggendo i giornali, non sembra proprio così”, qualcuno penserà. La realtà, come spesso accade, non è quella raccontata sulla carta stampata. O meglio, anche dalle colonne dei quotidiani romani, faziosi ed accaniti sostenitori di Lotito, emerge il clima tutt’altro che sereno di Auronzo. Ma solo se si legge molto attentamente tra le righe. Perché i titoli sono sempre “Lazio pronta a ripartite”, “Pronto l’assalto a De Vrij”, “Lotito, l’anno della riscossa”. E tanti altri proclami deliranti. A proposito del centrale olandese: la Lazio lo ha praticamente perso, lo United, infatti, ha scavalcato il club capitolino con un’offerta di 12 milioni di euro. E sapete quanti ne ha offerti realmente Lotito al calciatore appena eletto miglior difensore dei Mondiali? 5,5 milioni. Grasse risate in casa Feyenoord che ha deciso di cedere De Vrij al Manchester United, salvo un rilancio nelle prossime ore della squadra capitolina. E per Astori si complica perché la Juve è in agguato. Per ora si va avanti con il “tridente” difensivo Novaretti, Cana e Ciani.

Torniamo ad Auronzo. La censura continua. Molti non ci crederanno (i giornali non ne parlano) ma la situazione in casa biancoceleste è allo sbando. Totale. Fino a ieri nessun dirigente, escluso il team manager Manzini (pronto a riportare in ogni momento il volere di Lotito), era in ritiro con la squadra. I membri dello staff ogni sera rimanevano fino a tardi nei locali. Ma d’altronde non hanno alcun contratto con il club e possono (forse) anche essere giustificati. Nella serata di ieri, però, tutti sono tornati in riga perché è arrivato Igli Tare, riportando il clima di terrore che da sempre regna dalle parti di Formello. Un po’ come a scuola quando la professoressa non c’è ed i ragazzi fanno come vogliono. “Quando il gatto non c’è i topi ballano”, per intenderci. Ma qui parliamo di calcio ad alti livelli. Di serie A. E certi comportamenti si verificano soltanto alla Lazio.
Tare in ritiro parla con i giornalisti, li minaccia anche. “Devi scrivere che Felipe Anderson è un fenomeno, altrimenti gli accrediti te li sogni”, le parole del diesse albanese ad alcuni inviati. Quest’inverno, a Formello, un giovane cronista è stato accusato di essere contro la società soltanto perché aveva sistemato uno striscione della curva che era attaccato male sulla vetrata del campo della Primavera.
I giocatori, giustamente, non parlano perché hanno timore di ripercussioni. Di punizioni esemplari inflitte dal duo Lotito-Tare. Tutto deve sembrare quello che in verità non è. E guai a sostenere il contrario. Come nelle più classiche della dittature.

Anche il giovane Minala, per paura di finire in tribuna e non giocare per due anni, alla fine ha dovuto cedere alla pressioni della società ed ha firmato il rinnovo contrattuale. Ma, a differenza di quello che vogliono far credere i giornali, per arrivare all’accordo c’è voluto un braccio di ferro lungo un mese e mezzo. “Minala non è ad Auronzo con i compagni per un comportamento non esemplare avuto in occasione delle finali Primavera”. No, Minala non era con la squadra ad Auronzo perché non aveva accettato le condizioni imposte da Tare. Caso strano, il giorno dopo il sospirato “si” del calciatore, Minala ha raggiunto la Lazio ad Auronzo. E questa non è certamente una casualità. Adesso bisognerà vedere cosa succederà con Tounkara, anche lui in rotta con il club. Ma oggi sarà anche lui in ritiro.

E le strategie di marketing della Lazio? Ridicole, da dilettanti appunto. Per la presentazione delle nuove maglie sono stati scelti Mauri, Ledesma e Radu. E Klose? Il giocatore che ha raggiunto il record di gol nei Mondiali ed è entrato di diritto nella storia del calcio? Uno dei calciatori più forti in assoluto? Niente, è stato deciso di non “sfruttare” la sua immagine per promuovere le nuove divise. Una società seria avrebbe spedito di corsa un dirigente in aereo per raggiungere il tedesco. E gli avrebbe fatto fare no una, ma duecento scatti fotografici con la maglietta della Lazio. Una strategia che avrebbe avuto, sena dubbio, un enorme successo. L’ennesima occasione mancata da parte della dirigenza del club biancoceleste

Ah, per chi non lo sapesse i rapporti tra Stefano De Martino e Monica Macchioni sono tesissimi. La guru della comunicazione starebbe pensando di spodestare il “biondino” dal suo ruolo. E tra i due il clima è tutt’altro che amichevole.

Un’altra news arriva da Bergamo, dove è andata in scena la festa della “Dea”. All’Atalanta è appena arrivato Biava, dopo una lunga permanenza in maglia biancoceleste. Parlando alcuni tifosi si è lasciato sfuggire come il clima alla Lazio non sia più sereno e che molti giocatori stanno pensando di andarsene perché la situazione è diventata insostenibile. La notizia non ha nulla di strano, perché é quello che accade sempre quando un giocatore va via da Roma.
Tutto tace però, dai giornali non trapela niente. Ma, prima o poi, i nodi verranno al pettine. E qualcuno sarà chiamato a doversi giustificare.

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13 Commenti

  1. Paolo SignorelliPaolo Signorelli said:

    Caro Lettore, se non si fida può sempre leggere le notizie riportare dal Corriere dello Sport o testate simili. Tutto quello che scriviamo è documentato. Ovviamente non possiamo rivelare tutte le fonti. Alcune ci hanno espressamente chiesto di rimanere anonime. grazie e ci continui a leggere

  2. max said:

    Sick boy questo tuo modo pretestuoso e supponente di chiedere le fonti mi puzza. Quello che il giornalista riporta succedere ad auronzo, lo abbiamo visto con i nostri stessi occhi. Tutti i tifosi presenti ad auronzo possono essere considerati fonte della notizia.

    Molti di noi conoscono personalmente alcuni giocatori e quanto detto da Biava privatamente a scaloni o chiunque altro non è nient’altro che quanto ripetuto dal giocatore stesso e tanti altri ora alla lazio in colloqui informali con amici e persone vicine.
    Il fatto è che molti addetti ai lavori (calciatori, allenatori, magazinieri e dirigenti) determinate dichiarazioni non le fanno pubblicamente per loro ovvi motivi di convenienza lavorativa e per lasciarsi porte aperte in un futuro prossimo su eventuali ulteriori possibilità lavorative. (Reja docet)

    In questi casi, citare apertamente le fonti, sarebbe un’infamità bella e buona poiché si andrebbero a creare conseguenze su terze persone contrariamente al loro volere.
    Ma è molto meglio far emergere le verità celate dal duo dittatoriale, senza poter citare le fonti, che continuare a dare una disinformazione di regime, come la maggior parte della stampa asservita.
    Quella riportata Da Signorelli nell’articolo è la pura verità, te lo garantisco avendo assistito e ascoltato personalmente quelle che tu definisci “fonti”

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