Derby degli sponsor: Seleco in paradiso, SPQR fuori luogo

Quello di ieri è stato anche il derby degli sponsor, degli scarpini di Totti e (quasi sicuramente) dell’addio del Capitano al calcio.

Da una parte, quella biancoceleste, c’è stato il ritorno inaspettato (e sicuramente ben accetto) della Seleco, storico marchio che campeggiava sulla maglia “bandiera”, (riproposta poi dalla Macron), negli anni ’80. E, un po’ come nei film, l’epilogo non poteva essere diverso dalla vittoria. Ha portato bene la Seleco bis. Eccome se ha portato bene.

Dall’altra parte, invece, non si può certo dire la stessa cosa. La Roma, per l’occasione, ha sfoggiato lo “sponsor” sulle maglie con la scritta ‘SPQR’ (Senatus Populusque Romanus). Probabilmente un modo per caricare l’ambiente a dare il massimo, inserendoci anche una componente storica (che col calcio e con il club di Trigoria ha poco a che fare). Ma questa scelta, visto il risultato, si è trasformata in un boomerang. Non sono infatti mancate le prese in giro dei laziali che quell’SPQR lo hanno trasformato in “Scajo pure quando rubo”, “Simulazione pesante quindi rigore” e in “Sono perdenti questi romanisti”. 

Per non parlare degli scarpini celebrativi di Totti, dei suoi pronostici pre derby e di quel “distruggiamoli” che non hanno portato bene ai giallorossi.

Insomma, per la Roma è stata un’autentica batosta sotto tutti i punti di vista. Per la Lazio un successo magnifico.

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2 Commenti

  1. Fabio said:

    La roma non si regola tutto le è consentito. Vergognosi nel pre derby con l’accesso ai non tesserati in te ere, vergognosi durante il derby con simulazioni, fallacci, ruberie e rosicate varie. Leggere SPQR su quella maglia mi ha fatto male, usurpare quel simbolo non le può essere concesso. Da tante generazioni sono laziale e romano.

  2. CurvaNord said:

    È per questo che gli vogliamo bene,ci fanno divertire tutto l’anno…eheheh

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