Forze Armate, a rischio pensioni aggiuntive dei militari investite in Banca Marche

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L’allarme è stato rilanciato dal sito La Notizia, ma non ha avuto l’eco dovuta, a dispetto della gravità della denuncia: le pensioni aggiuntive di ufficiali e sottufficiali dell’Esercito sono a rischio.

Il perché è presto detto: sette fondi pensione, per ogni corpo delle Forze Armate, sono stati depositati in Banca Marche. Uno dei quattro istituti di credito (insieme a Banca Etruria, Carife e Carichieti) “salvati” dal Governo negli scorsi mesi. Bene, visto l’andazzo nella gestione delle banche in questione, il dubbio che i soldi che dovranno costituire le pensioni aggiuntive dei militari non siano stati investiti correttamente è più che lecito.

Non è la prima volta che si punta il riflettore sulla questione, ma il Governo fa orecchie da mercante. Neppure la riunione svoltasi lo scorso ottobre tra i vertici dello Stato maggiore della Difesa e il Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza del personale militare) è riuscita a provocare una qualche reazione.

«In quell’incontro è emerso l’inquietante scenario di un default di 6 fondi su 7 in assenza di nuovi provvedimenti normativi», ha sottolineato la deputata del Movimento 5 Stelle, Tatiana Basilio che in questi mesi si è consumata le mani a forza di interrogazioni parlamentari sia alla ministra della Difesa Pinotti sia a quello dell’Economia Padoan. Niente.

Il silenzio assoluto. Alla Pinotti (impegnata a inciuciare con il generalissimo Graziano) sembra importare ben poco del pericolo di default dell’istituto di credito. Ma che volete da lei? Ha ben altro a cui pensare…

L’unica cosa che è cambiata è stata, lo scorso marzo, la  nomina del Generale di Corpo d’armata Massimiliano Del Casale a presidente della Cassa di previdenza delle Forze Armate. Anche in quell’occasione, in risposta al  senatore grillino Bruno Marton  che ebbe l’ardire di domandare se fossero state sanate le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti nel 2014, il  Sottosegretario di Stato alla Difesa, Domenico Rossi si limitò a ribadire che le criticità finanziarie dell’Ente non sono attuali ma, potenzialmente, solo future.

Insomma, ci pensino quelli che verranno dopo. Anche perché si parla di pensioni aggiuntive. Quelle tradizionali restano garantite. Ma si tratta comunque di soldi investiti dai militari. «È una questione annosa e il Governo non vuole risolverla. Eppure per la gravità in cui versa la Cassa, servono delle risposte. Bisogna sapere dove sono stati investiti i soldi da parte della Banca Marche e capire se sono nell’immediata disponibilità dell’istituto di credito», continua la Basilio.

Come se non bastasse non si conoscono i bilanci consuntivi della Cassa di previdenza per il biennio 2014-2015: «L’ultimo bilancio attualmente disponibile sul sito internet risale al 2013»  ha ribadito la Basilio, che ha persino richiesto una «revoca dell’affidamento dei servizi aggiudicati alla Banca delle Marche».

La Pinotti e il Cocer che dicono? Nulla. La loro pensione, evidentemente, è più che al sicuro.

 

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