Totti e De Rossi: “Nessuna minaccia dai tifosi”, ma i pm non gli credono

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“Nessuna intimidazione subita dai tifosi. Ci siamo solo recati sotto la Sud, dove i supporter avevano reclamato a gran voce la nostra presenza sugli spalti”. Così Totti e De Rossi hanno risposto alle domande di Digos e pm sulle indagini che vorrebbero far luce sulle presunte minacce partite dai capi ultrà e rivolte ai giocatori giallorossi dopo le partite contro Chievo dello scorso anno e Fiorentina (Europa League) di due stagioni fa.

Ma le risposte dei sue simboli romanisti non convincono e la Digos ha scritto che “sarebbero risultati omertosi e reticenti a denunciare le intimidazioni. Questo perché esisterebbe un condizionamento psicologico da parte degli ultrà”. Teorie, però, che non trovano alcun riscontro. Almeno fino a questo momento.

Secondo il giudice, infatti, “dalla visione delle immagini e dalle dichiarazioni dei calciatori, non vi è evidenza che le condotte perpetrate abbiano costretto i giocatori a portarsi sotto la curva, o a subire alcuna forma di  pressione”. Un’affermazione, questa del gip, che si scontra con quanto sostenuto dalla Digos. “Totti e De Rossi sono stati spinti solo dalla volontà di sminuire l’accaduto, giungendo persino, come nel caso di De Rossi a negare l’evidenza delle pesanti minacce personali ricevute”.

Adesso sarà compito del Tribunale capire se le dichiarazioni siano state veritiere, oppure no. Certo è, che la “caccia” agli ultras prosegue…

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