Congresso Fismic: esempio di democrazia sindacale da imitare

Si apre oggi a Montesilvano il 16° congresso nazionale del Fismic, sindacato autonomo dei metalmeccanici che aderisce alla Confsal ma che brilla di luce propria con i suoi 44 mila iscritti suddivisi in 42 strutture territoriali e 700 delegati eletti nelle aziende del settore metalmeccanico che sono rappresentati dai 250 delegati, provenienti da tutta Italia, che per tre giorni dibatteranno sulle tesi congressuali e sulle strategie future.

La particolarità di questo evento sta nel fatto che, per la prima volta nella storia di un sindacato, il segretario generale è stato eletto direttamente dagli associati che nei mesi scorsi sono stati chiamati ad eleggere anche i responsabili delle strutture territoriali. I dati ufficiali hanno registrato un’affluenza altissima di iscritti/votanti, circa 35 mila, con un plebiscito che ha riconfermato Roberto Di Maulo al vertice della federazione con 30.630 voti raccolti pari all’87,97% dei voti validi. L’elezione diretta del segretario generale, attraverso le primarie, rappresenta una novità assoluta nel mondo sindacale che è stata accolta dagli associati alla Fismic con entusiasmo e favore ma soprattutto, come scritto nelle tesi congressuali, un momento in cui le elezioni primarie vengono considerate come una “rifondazione costituzionale” del sindacato Fismic.

Oggi, nella frastagliata realtà del mondo sindacale, Fismic occupa, nel suo settore, un posto di tutto rilievo se si pensa che solo nello stabilimento della FCA Mirafiori alle ultime elezioni della RSA è risultato il primo sindacato e negli altri stabilimenti ex Fiat figura tra i primi tre. Fismic nasce negli anni ’50 da una scissione dalla Cisl e si afferma subito come organizzazione maggiormente rappresentativa nel settore metalmeccanico e oggi tenta anche un’espansione verso altre categorie produttive anche attraverso accordi con altre sigle minori. La caratteristica della Fismic è stata, da sempre, la totale autonomia da partiti e da organizzazioni sindacali confederali anche se mantiene uno stretto rapporto con la CONFSAL, il più importante dei sindacati autonomi, che risulta essere la quarta confederazione sindacale italiana. All’interno della Fismic convivono democraticamente e a pieno titolo anche dirigenti sindacali provengono da altre organizzazioni sindacali come Alberto Finessi ex segretario Ugl metalmeccanici di Ferrara che un anno fa, con oltre 500 iscritti, lasciò l’Ugl e aderì felicemente alla Fismic. Questo dimostra che la strategia politica posta in essere da Di Maulo è vincente e anche se lo stesso Di Maulo si dichiara un sostenitore convinto di Matteo Renzi questo non influisce minimamente sui rapporti personali e di struttura che il segretario generale mantiene con tutti i dirigenti e gli iscritti al suo sindacato a qualunque pensiero politico questi appartengano. Dalle tesi congressuali, che sono state dibattute nei mesi scorsi, emerge la volontà di rafforzare questa autonomia dalla politica e soprattutto emerge la volontà di mettere al centro dell’attività sindacale i lavoratori e non i sindacalisti. Lo conferma lo slogan scelto per questo congresso che recita “Dal sindacato dei sindacalisti al sindacato dei lavoratori” che per Di Maulo non è solo uno slogan ma una scelta operativa per riportare al centro del dibattito sindacale italiano il lavoro e il lavoratore.

Questo esperimento di “democrazia diretta” che ha permesso a tutti gli iscritti di scegliere il segretario generale dovrebbe essere preso ad esempio dalle altre confederazioni che si riempiono la bocca della parola “partecipazione” ma che alla fine rimangono legate alle vecchie logiche della spartizione delle poltrone secondo le appartenenze politiche dei singoli dirigenti. Anche in occasione del recente primo maggio, mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl “festeggiavano” con canti, balli e concerti, Roberto Di Maulo ha voluto dare corpo a questo slogan andando davanti l’ingresso della fabbrica IIA, ex Iribus di Valle Ufita, che il 2 maggio ha riaperto i battenti e ripreso la produzione. Anche in questo caso Di Maulo ha dimostrato coraggio e volontà di arrivare ad un solo risultato: la ripresa economica e occupazionale dei lavoratori dell’Irpinia. Altro argomento in cui la Fismic è impegnata è la realizzazione di un nuovo modello di relazioni sindacali che, come è scritto sulle tesi congressuali, sia teso a “favorire il decentramento della contrattazione collettiva per un collegamento più stretto e immediato tra retribuzione e produttività del lavoro. Questo costituisce di per sé un incentivo all’aumento della produttività stessa, che in Italia è ferma da un ventennio”. Insomma una vera e propria “rivoluzione culturale” che tende a ridurre il potere politico delle confederazioni a totale vantaggio della rappresentatività aziendale e di categoria attraverso la valorizzazione della contrattazione di secondo livello. In conclusione il congresso della Fismic mira a costruire un nuovo modello di sindacato che si spera possa essere presto adottato da altre confederazioni, anche se ciò che avviene nelle altre sigle storiche (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) non lascia ben sperare.

Forse mai come ora sarebbe necessario il rispetto dell’articolo 39 della nostra Costituzione che prevede il riconoscimento giuridico del sindacato con conseguente accertamento pubblico della reale consistenza numerica delle varie organizzazioni sindacali. Il rischio è che qualche confederazione che si autodefinisce maggiormente rappresentativa, al momento della conta, si trovi nella condizione di avere meno iscritti dei votanti delle primarie della Fismic ma questo è un altro discorso.

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