Il funerale di Sgarbi al posto delle 65 candeline

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Quello di Vittorio Sgarbi non poteva essere un compleanno come gli altri. Il critico d’arte più criticone e criticato si sempre anche stavolta ha fatto parlare di sè. Del resto, vinci facile se al posto della tua festa organizzi il tuo funerale.

Come riporta il Messaggero, cinquecento persone tra amici (famosi e meno famosi) e fan si sono riunite al Labirinto di Franco Maria Ricci vicino a Parma per festeggiare le 65 candeline di Vittorio. L’evento si intitola, neanche a dirlo, “Diversi Sgarbi” e mentre gli invitati glieli ricordano lui sta muto ad ascoltare, cosa che non era mai successa, tra l’altro.

Su un palco si succedono volti famosi. Iniziano le persone di cucina, Farinetti, Pierangelini, Vissani: tutti amici di Vittorio, che «di cibo non capisce nulla» (Farinetti). Vissani: «La sua dote? Fa casino più di chiunque».
Roberto D’Agostino spiega che «da quando non c’è più la mamma, Rina, cui delegava gran parte della vita, ha bisogno della famiglia: ecco perché siamo qui». Qualcuno dice che, «non potendoci forzatamente essere», vuole «vedere prima come sarà il suo funerale». E infatti lui si stende a terra, in posa di salma, davanti a un ritratto di Duca d’Urbino di Piero della Francesca con la sua faccia, che gli hanno appena regalato.

L’atmosfera è alquanto surreale. «È il suo Bar-Mitzva, la cresima degli ebrei: forse diventa adulto», dice Philippe Daverio; «e pensare che al liceo era carino, e anche ben educato»: come a dire che non lo è più. «La libertà è la sua maggior prigione» (Maria Rita Parsi); è «l’Edipo più riuscito al mondo», l’eterno adolescente.

Pornostar, principi, monaci ed ex amanti, ma figli nessuno. Perchè lui non li ha invitati, dice.

Non tutti lo elogiano, però. Jas Gawronski ricorda (con parecchio pathos) quando a Cortina presentò un libro di Giovanni Nuvoletti che non aveva nemmeno letto e ne fece una terribile stroncatura pubblica.D’Agostino invece ricorda quando si presero a bicchierate d’acqua e sonori ceffoni davanti a Guliano Ferrara e alle telecamere. Bei tempi. Pare che su questa serata si scriverà un libro, forse faranno pure un film.

Ma quando il giornalista del Messaggero chiede al festeggiato chi è davvero, al di là dei commenti degli invitati, lui risponde solo: «Un uomo solo». Eppure qui c’è un sacco di gente.

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