Roma: è stato il Comune a chiamare un parente della Mussolini per fargli cambiare cognome?

Comune

Siamo certi che si sia trattato di uno scherzo. Perché in caso contrario la tanta solerzia del Comune nasconderebbe motivi ideologici.

Era inviperita, la fumantina Alessandra Mussolini alla notizia che un presunto funzionario del Comune di Roma ha telefonato ad un membro della sua famiglia per proporgli di cambiare cognome.

Un post di fuoco su Facebook ha anticipato la prossima mossa dell’europarlamentare, e cioè quella di adire a vie legali contro Roma Capitale per sanzionare questa incresciosa vicenda.

In molti (ed anche noi per la verità) si sono chiesti quanto possa esserci di vero in questa storia, dal momento che per prima cosa la procedura per il cambio di un cognome “scomodo” deve essere attivata dal diretto interessato, e di sicuro non sono gli uffici a fare il primo passo.

In secondo luogo è difficile che il Comune di Roma c’entri qualcosa, la pratica viene infatti seguita dalla Prefettura competente.

Infine tanta solerzia è quanto meno sospetta, e ciò fa propendere verso uno scherzo telefonico di un buontempone che non ha avuto di meglio da fare che alzare questo polverone colorato da tinte ideologiche.

Stia serena Alessandra, nessuno vuole toglierle ciò che di più prezioso pensa di avere. Si concentri piuttosto sul contenuto di altre sue uscite, che è meglio.

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