Cassazione e divorzio/2 cosa cambia per i divorziati

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Dopo che la Corte di Cassazione ha sentenziato che l’assegno di mantenimento non andrà riconosciuto a chi è indipendente economicamente, sono tante le persone (per lo più uomini in braghe di tela) già separati e divorziati che adesso si chiedono se cambierà qualcosa anche per loro.

La risposta arriva dal portale “La Legge per tutti” che puntualmente chiarisce come la sentenza della Cassazione comporterà sull’assegno di mantenimento, finora imposto al coniuge “benestante” per garantire a quello economicamente più debole di mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio.

Dopo la rivoluzione della Cassazione, “nessun assegno quindi spetterà più a chi sarà in grado di raggiungere l’indipendenza economica con i propri mezzi, anche se la vita condotta con tali mezzi non sia al livello di quella condotta durante il matrimonio“.

Ma cosa cambia per chi è già separato o divorziato? La sentenza, spiega il portale “La legge per tutti”, “avrà ripercussioni pesanti sulle separazioni o divorzi, sia quelli ancora in corso che quelli già definiti. Quanto alle separazioni – il cui periodo ora è limitato a massimo un anno (nel caso di separazione giudiziale) o sei mesi (nel caso di separazione consensuale) – i coniugi sapranno che, nel momento in cui andranno a divorziare, le pretese economiche di quello più debole dovranno essere riviste al ribasso”.

“E questo favorirà gli accordi, visto che non sono più in gioco cifre particolarmente elevate o difficilmente sostenibili come in passato. E lo stesso dicasi per le cause di divorzio che ad oggi pendono e sono in attesa di sentenza, sentenza che verrà emessa verosimilmente con i nuovi parametri”.

“Quanto ai divorzi già emessi, non è da escludere un ricorso al giudice da parte del coniuge tenuto al versamento del mantenimento per la revisione dell’importo, in quanto non più sostenibile o, comunque, perché da rivalutare alla base dei nuovi criteri”.

“Resta comunque la facoltà del singolo giudice di discostarsi dal nuovo orientamento della Cassazione”.

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