Difesa, pensioni a rischio: online la petizione per chiedere tutele

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Pagate ora ai militari in pensione la cassa di previdenza. Senza giri di parole, è quello chiede la petizione lanciata su Change.org che ha già raccolto 5.252 firme >>clicca qui<< al ministero della Difesa.

Da ottobre 2016, circa 2.500 militari in quiescenza (ovvero in pensione) attendono che la Cassa di Previdenza paghi loro quanto dovuto. A causa delle dimissioni a ottobre 2016 dell’allora Presidente, stranamente riconfermato nel mese di aprile del c.a., sono stati immotivatamente sospesi i pagamenti.

La Cassa di Previdenza viene versata immediatamente al termine del servizio attivo prestato da Militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri che hanno servito per anni e anni con onore lo Stato, in conseguenza di trattenute mensili versate regolarmente e puntualmente durante detto servizio mediante trattenuta sulla magra busta paga.

La gestione della Cassa di Previdenza è stata affidata alla Banca Marche, concessa a seguito di una gara pubblica da parte del Ministero della Difesa. >>leggi qui<<

Appare anomalo che un Istituto Bancario, già dal 2011, in palese dissesto finanziario, gestisca i servizi di tesoreria delle casse previdenziali di buona parte del personale appartenente all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica militare ed all’Arma dei Carabinieri.  Ancora più anomalo che il Ministero della Difesa indica bandi senza tenere conto del livello di solidità e di affidabilità dell’istituto di credito concessionario.

Da agosto 2016 sono sospesi i pagamenti e numerosi militari, alcuni dei quali, in precarie condizioni economiche, sono stati costretti ad elemosinare prestiti tra parenti ed amici o, peggio, a ricorrere ad Istituti Bancari per tirare avanti.

Siamo stanchi, molto, di questa situazione: chiediamo solo quello che ci spetta di diritto e che chi è deputato ad investigare, se lo ritenga opportuno, chiarisca il perché delle dimissioni del Presidente poi rieletto dopo 7 mesi; il perché un Istituto Bancario in dissesto finanziario gestisca i servizi di tesoreria delle casse previdenziali dei militari e se i contributi versati siano stati in tutto o in parte utilizzati per l’acquisto di prodotti finanziari a rischio e il perché delle sospensioni dei pagamenti, ovvero se il Ministero della Difesa abbia fatto tutto il possibile, senza risparmio di energie, perché questo non accadesse”.

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