Rogo Centocelle: i silenzi dei media e la colpa delle istituzioni

La xenofobia, subito sbandierata da principali giornali e siti di informazione come causa per il rogo di Centocelle, non c’entra nulla: a incendiare il camper provocando la morte delle tre giovani sorelle, secondo gli inquirenti, potrebbero esser stati altri rom.

Immediatamente, dai soliti giornali pro-immigrazione come Repubblica, era stata spolverata la pista del razzismo: il dramma di Centocelle doveva essere cavalcato per l’ennesima caccia a fantomatici fascisti-xenofobi incendiari e allo stesso tempo per sostenere ancora di più l’invasione di migranti nelle città italiane come risposta all’infame rogo.

Peccato che l’incendio, che rimane infame, non sia affatto di natura razzista. Peggio ancora: la molotov che la scorsa notte a Centocelle ha avvolto il camper tra le fiamme, sembra sia stata lanciata da altri rom. Alla base del dramma ci sarebbero alcune dichiarazioni di troppo del capofamiglia Romano Halinovic riguardanti la morte della studentessa cinese Zhang Yao uccisa dopo un furto per mano di altri rom. Gli inquirenti, dunque, escludono la pista dell’odio razziale. Inoltre, nei giorni scorsi a via Romolo Balzani è andato a fuoco un altro camper per fortuna vuoto, secondo alcune testimonianze sempre riconducibile alla famiglia Halinovic.

E così si sgonfia la storiella del “rogo xenofobo”, mediaticamente già pronta. Giornali e siti sono stati costretti a fare marcia indietro nel giro di poche ore. Chissà, ora i media ce la metteranno tutta a sfornare analisi sociologiche per invitare a comprendere e giustificare un incendio tragico maturato negli ambienti rom, frutto del disagio di queste povere persone che – per la stragrande maggioranza – vivono si furti e accattonaggio.

E peggio ancora si tenterà di incoraggiare le politiche di inclusione dei nomadi: RaiNews ad esempio ha parlato di oltre 28mila rom in emergenza abitativa, in una città come Roma che non riesce a garantire un alloggio neanche alle famiglie romane. Sarebbe il caso, invece, che le istituzioni agiscano per evitare storie come quella della famiglia Halinovic costretta a vivere in 11 persone in un camper.

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