Fake news che rovinano la vita: “mezza Italia mi crede un pedofilo”

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Le fake news sono la news del momento, ma che succede quando una bufala online rovina la vita ad una persona?

Questa è la storia di Alfredo Mascheroni, un ragazzo di 24 anni, trasformato in un mostro da un post virale, da una fake news. Un messaggio circolato su Whatsapp e Facebook, con un link al suo profilo e un invito a segnalarlo accusandolo di essere un pedofilo. Sono usciti diversi articoli sull’argomento, VICE ha intervistato Alfredo, che respinge ogni accusa e racconta la sua versione.

Un sabato mattina Alfredo si ritrova una cinquantina di richieste d’amicizia e altrettante notifiche. Il ragazzo racconta di essere una persona piuttosto attiva sui social, ma non così tanto. E soprattutto, quelle notifiche erano piene di insulti tipo: “vergognati,” “maniaco,” “spero che marcirai in galera,” “dovrebbero ucciderli a quelli come voi”.

“Dopo qualche minuto di totale annebbiamento, ho letto messaggi e commenti e capito quello che in realtà mi veniva imputato: quella gente credeva che fossi un pedofilo, oltre che un maniaco. Assieme agli insulti, infatti, molte persone allegavano il link di un messaggio che recitava così: Ciao per favore segnali questo profilo? È un bastardo che manda foto nude a tutti e un pedofilo grazie dimmi se lo fai. Sotto a quelle parole, il link al mio profilo Facebook, la mia foto profilo (la mia faccia in primo piano), il mio nome e cognome.”

Quel messaggio, quella fake news, era diventato virale ed era stato condiviso via Facebook e Whatsapp da più di 20mila persone. In tutta Italia nel giro di tre giorni.

“Tutta la mia vita era sotto accusa, e con questa i miei affetti. Nonostante mi era ormai chiaro che la portata della cosa fosse enorme, provavo ancora a rispondere a tutti i commenti dicendo che non c’entravo niente, chiedendo alle persone da chi avevano ricevuto il messaggio, e se potevano mostrarmi delle prove o le foto incriminate.”

Ovviamente nessuno aveva niente.

Alfredo abita a Collecchio, un paesino di 14mila anime, in cui per altro gestisce un bar e lo conoscono tutti, la fake news si diffonde come un virus. Per la gente era ormai il pedofilo.

“Non ho la più pallida idea di chi sia stato, vorrei saperlo. E vorrei sapere anche perché. Non so come fare a dimostrare che sono innocente”.

La Polizia Postale non gli ha dato molte speranze. Trovare la persona che ha fatto partire il tutto è molto difficile e arginare un messaggio diventato virale è una missione impossibile.

“Ventimila persone si ergono a paladine della giustizia e condividono il messaggio in cui accusano un ragazzo di essere un pedofilo, perché sono queste le notizie che fanno scalpore. A nessuno interessa condividere un messaggio che dice che una persona è innocente”.

Alfredo parla dei suoi amici, di quanto gli sono stati vicino. Ma ha paura.

Ho paura che anche per le persone che sanno benissimo che si tratta di una semplice e pura bufala, io diventerò il pedofilo. E so che si tratta di un’etichetta da cui non riuscirò mai a ripulirmi.”

Come fai a difenderti da una cosa che continua a crescere?

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