Rai: CDO cotto al punto giusto; le grandi manovre Maggioni-Del Brocco per prenderne il posto

Antonio Campo Dall'Orto, Rai
Antonio Campo Dall'Orto

Forse ci siamo: Antonio Campo Dell’Orto è davvero ad un passo dalla sfiducia da parte del CdA; ancora una settimana e probabilmente i giochi saranno fatti.

Se il premier Paolo Gentiloni vuole tenersi le mani libere (toccherà a lui indicare il successore) ed evita qualsiasi interferenza, il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha deciso per la decapitazione del suo indisciplinato pupillo. Via libera, dunque, alla sostituzione anticipata dell’onnipotente dg che non ha risposto alle attese ed ha inanellato una lunga serie di errori.

Il “casus belli” sarà quasi certamente la bocciatura dei piani di produzione, un adempimento che dovrebbe essere varato ad inizio d’anno e che l’insipienza di CDO, unita alla disorganizzazione cronica di “staff” e fedelissimi, ha fatto slittare fino ad oggi (con conseguente presentazione dei palinsesti addirittura a inizio di luglio).

Ma non sono escluse altre possibili bocciature sull’innovazione informativa (leggi il “colpo di mano” in favore di Milena Gabanelli e della testata all news) e sul tetto delle retribuzioni per gli artisti (il CdA vorrebbe comunque dei paletti).

Già, ma se davvero CDO verrà finalmente messo alla porta chi prenderà il suo posto, ad un anno dalla scadenza triennale del Consiglio d’Amministrazione? Le ipotesi più gettonate sono due:

1)  Monica Maggioni si dimette ed è promossa dg; al suo posto viene nominato un nuovo presidente dalla Commissione di Vigilanza, oppure -com’è già avvenuto più volte in passato, l’ultima con Sandro Curzi- si va avanti con il consigliere anziano Arturo Diaconale (Forza Italia) come facente funzione; per Berlusconi sarebbe un bel segnale da parte di Renzi, in vista di possibili intese post-elettorali;

2) Il segretario del Pd preferisce non fidarsi della Maggioni (che non ha mai nascosto di essere stata sponsorizzata da Gentiloni) e sceglie un’altra soluzione interna, quella di Paolo Del Brocco, attuale e scalpitante ad di Rai Cinema, che -ma tu guarda a volte la combinazione- ha trascorso con lui l’ultimo Capodanno sulle nevi.

Per la Maggioni, anche la seconda soluzione non sarebbe disprezzabile. Perché il grigio arrampicatore Del Brocco, non avendo competenze editoriali (e’ un ex-controller) finirebbe per appoggiarsi a lei giorno e notte.

Il vero disastro sarebbe per la Rai, che vedrebbe premiato il classico “uomo per tutte le stagioni” (prima margheritino con Claudio Cappon, poi forzitaliota con Mauro Masi e ora piddino  di rito renziano) andato avanti solo grazie alle molteplici giravolte politiche.

Escluso, invece, il possibile ripescaggio di Giancarlo Leone, la cui candidatura è ripresa a circolare in queste ultime ore. Dopo aver lasciato l’azienda in cui ha trascorso ben 33 anni, l’ex-vice dg  ha intrapreso un percorso professionale autonomo che non ha alcuna intenzione di interrompere dopo pochi mesi.

Lui, l’inquinatissimo clima Rai preferisce continuare a respirarlo a debita distanza, come neo-presidente dell’APT, l’associazione dei produttori televisivi. E in viale Mazzini, sono in parecchi a non dargli torto, vista com’è stata ridotta la Rai in questi ultimi anni.

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