Ricollocare i migranti in Tunisia: ecco il piano bloccato dal governo Renzi

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Il piano per ricollocare 20mila migranti in circa 50 alberghi in Tunisia, pensato dall’imprenditore bolognese Ernesto Vita, venne ignorato dal governo Renzi.

Si fanno sempre più inquietanti le ombre sui traffici di esseri umani dirottati sulle coste italiane: l’ultima riguarda un piano ideato da Ernesto Vita, imprenditore del settore metallurgico e del beverage, che avrebbe visto la Tunisia come meta più vicina – e quindi molto più sicura – per i migranti in partenza dal nord Africa. Eppure, con il passaggio dal governo Renzi al governo Gentiloni, non è escluso che questo stesso progetto – presentato alla Tunisia congiuntamente al sindaco di Djerba e al responsabile dell’ufficio turistico di quella località – possa essere adottato dall’attuale ministro degli Interni Marco Minniti.

E sono in molti a sperarlo dal momento che col tempo, il piano (che è già applicabile nell’immediato), potrebbe arrivare a piazzare 150mila migranti, con una possibilità di estendere l’accoglienza a 500mila persone in tutta la provincia di Djerba. «Un progetto che – ha spiegato Vita al Giornale – prevedeva la ricollocazione dei migranti negli alberghi di quella zona, che aveva sempre vantato una vocazione turistica, ma che dopo i noti attentati al Bardo e a Susa, aveva portato a un calo esponenziale delle presenze».

L’idea nacque nel 2015, quando Vita si trovava per lavoro a Djerba, zona dotata di porto, aeroporto e servizi: «Gli albergatori in Tunisia mi raccontarono della crisi e decidemmo di stilare, insieme al primo cittadino di quella località, questo progetto che avrebbe potuto aiutare la ricollocazione dei migranti e far salire, allo stesso tempo, gli introiti delle strutture turistiche. Portammo il progetto al governo tunisino e il ministro di riferimento ci dette il benestare, dicendoci di non voler apparire di persona, ma di farci portavoce presso il governo italiano di questa idea. Un amico alto graduato delle forze armate italiane fece in modo di far pervenire il tutto al ministero dell’Interno, ma la risposta che ci fu data fu negativa».

Il progetto, inoltre, prevede personale in assistenza per 24 ore al giorno, vitto, alloggio con 3 pasti giornalieri e camere da 2 o 4 ospiti ciascuna, cambio biancheria e comfort di ogni genere. A fronte dei 35 euro stanziati attualmente per ogni singolo migrante, secondo il progetto la spesa sarebbe di 24 euro al giorno: inoltre, ogni ospite verrebbe fornito di una carta di credito prepagata, su cui il governo italiano avrebbe versato le somme minime giornaliere.

La speranza, dunque, è che questo piano possa essere adottato dall’attuale ministro dell’Interno: nei giorni scorsi, infatti, Minniti ha dimostrato di voler perseguire la politica della ricollocazione degli immigrati nei campi profughi da creare in Nord Africa. La politica di traghettamento delle Ong ha ormai fatto il suo tempo provocando fin troppi morti nel Mediterraneo (leggi qui).

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