Migranti: stop sbarchi al G7 di Taormina, ultimo capolavoro di ipocrisia

g7 di Taormina

C’erano una volta Gorino e Capalbio; poi le città di Roma e Milano tirate a lucido per l’arrivo di Obama. Ora tocca al G7 di Taormina: l’ipocrisia sull’immigrazione tocca vette inimmaginabili.

In occasione del 26 maggio, quando si terrà il G7 di Taormina, saranno bloccati i porti della Sicilia per garantire la sicurezza ai capi di Stato che prenderanno parte all’evento. Con l’avvicinarsi del summit, i limiti per la navigazione diventeranno sempre più stringenti. Nella direttiva del prefetto infatti si legge che “È già stata rappresentata la necessità di realizzare, a partire dal 15 maggio, una riduzione progressiva degli sbarchi a Messina e poi per l’intera Sicilia evitando comunque di impegnare i porti dell’isola nei seguenti periodi: porto di Messina, dalla mezzanotte del 18 maggio 2017 fino alle 24 del 28 maggio successivo; tutti gli altri porti della Sicilia, dalla mezzanotte del 22 maggio 2017, fino alle 24 del 28 maggio successivo”.

In questo modo, dunque, il fenomeno degli sbarchi – ritenuto in tutti questi mesi come incontrollabile – dimostra di poter essere gestito e amministrato a livello navale. Eppure, “si può fare”, ma solo per un evento come il G7 di Taormina. Un’altra considerazione: ma se secondo le organizzazioni non governative, i migranti fuggono da guerre e carestie, come mai questo livello di allerta contro eventuali atti di terrorismo?

La stessa ipocrisia si è verificata nei giorni scorsi con la maxi-retata alla stazione centrale di Milano: l’operazione ha visto l’accompagnamento di 52 cittadini stranieri all’Ufficio immigrazione della questura. Un’azione che ha raccolto il favore dei cittadini esasperati, ma che inevitabilmente ha destato qualche sospetto: pochi giorni dopo, il 9 maggio, proprio a Milano è arrivato l’ex presidente Usa, Barack Obama. Ora, il timore è che la stazione ritorni la giungla di sempre.

La stessa “operazione di pulizia” si verificò a Roma, con Marino sindaco, sempre per accogliere Obama (leggi qui): puff, magicamente ambulanti e chioschi abusivi sparirono per riapparire subito dopo. Ipocrisia: è il filo conduttore che anima principalmente lo spirito di accoglienza di tanti italiani. Come non ricordare i radical chic di sinistra: prima condannarono gli abitanti di Goro e Gorino per essersi ribellati all’insediamento forzato di clandestini nel loro territorio; poi, però, gli stessi immigrazionisti protestarono per l’arrivo di immigrati nel loro feudo estivo di Capalbio. Ora, questa stessa ipocrisia, va in onda sulle coste siciliane.

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