Difesa e Leonardo, da Graziano a Profumo, spezzatino pro-USA con contorno di Moncada (2)

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Alessandro Profumo, Ad di Leonardo (ex Finmeccanica)

Tutto secondo copione: malgrado la richiesta di rinvio a giudizio per falso in bilancio e aggiotaggio formulata dai pm milanesi per la vecchia gestione di Montepaschi, Alessandro Profumo sarà il nuovo ad di Leonardo. Con un mandato preciso: procedere a cucinare lo spezzatino grazie al quale  la statunitense DRS fagociterà le parti più succulente dell’ex-Finmeccanica.

Uscito con le ossa rotte dall’avventura come presidente di MPS, Profumo rischia seriamente, in caso di disobbedienza, di fare il bis. Perché i “poteri forti” e quelli più o meno “occulti” con i quali ha già dovuto fare i conti a suo tempo, si stanno organizzando per monitorare attentamente le sue mosse.

E lui, che non esitò a puntare il dito contro il saccheggiamento operato da certe logge ai danni della banca senese (“la colpa è tutta della massoneria” disse pubblicamente, come ricorda Ferruccio De Bortoli a pag. 210 del suo recentissimo libro di memorie), sa benissimo cosa lo aspetta. Non è un mistero per nessuno che la vecchia Finmeccanica fosse uno dei terreni di caccia preferiti dei “fratelli” legati alle più potenti osservanze internazionali. In Europa e negli Stati Uniti, appunto.

La situazione non è granché cambiata con la trasformazione di Finmeccanica in Leonardo voluta da Mauro Moretti. Che ha sì liquidato la vecchia guardia e proceduto a rimuovere parecchie incrostazioni parassitarie, ma anche finito per buttare via il bambino con l’acqua sporca, lasciando al nuovo management un gruppo fortemente ridimensionato e azzoppato sul piano internazionale in quei settori che sono sempre stati il fiore all’occhiello di Finmeccanica.

Tra le “vittime” di Moretti, ci fu proprio l’ineffabile Ignazio Moncada, di cui ci siamo occupati nella puntata di ieri >>leggi qui<< cioè quel “grandissimo burattinaio” (copyright Ettore Gotti Tedeschi), che da parecchie settimane riceve manager della vecchia Finmeccanica e della nuova Leonardo nel suo curioso ufficio della hall dell’hotel St. Regis di Roma. Moncada, solidi legami con i “colonnelli” socialisti ai tempi del Psi di Bettino Craxi (Giuliano Amato, Gianni de Michelis, Giusy La Ganga), si era ricavato un solido centro di potere al vertice di una società poco conosciuta ma abbastanza strategica di Finmeccanica: la FATA.

Come mission ha la progettazione e la realizzazione di macchinari industriali per la lavorazione dell’alluminio, ma il campo in cui si espande meglio è quello della logistica durante le gestione delle Poste di Massimo Sarmi.

Oggi, il “grandissimo burattinaio” si accontenta ufficialmente di fare il chairman della IDA Capital, messa in piedi con i soci Daniele Amodio e Andrea Mennillo. In realtà, si dedica anima e corpo a rinsaldare i legami con i fraterni amici Claudio Graziano, attuale potentissimo (con la minuscola, eh!) capo di Stato Maggiore della Difesa, l’altrettanto potentissimo (sempre con la minuscola) segretario del Consiglio Supremo di Difesa con sede al Quirinale, Rolando Mosca Moschini e molti altri. Di qui il via vai del mercoledì al St. Regis.

Un modesto consiglio ad Alessandro Profumo: rispolveri in fretta i dispositivi individua massoni: vedrà che presto ne avrà un gran bisogno; anche nel nuovo incarico.

(2-fine)

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