UGL, i congressi spacchettati (a vantaggio di Capone)

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Dopo le conferenze programmatiche patchwork tenute dal segretario generale della Ugl, Paolo Capone ora si arriva ai congressi “spacchettati”. Spieghiamo meglio e andiamo per ordine. Negli ultimi mesi si è registrata un’attività del segretario Capone che non ha fatto una conferenza programmatica generale ma ha preferito fare tante piccole riunioni locali in alcune regioni.

La scelta delle “conferenze patchwork” è stata sicuramente fatta per evitare di confrontarsi con una platea, composta da sindacalisti di tutti i territori e di tutte le categorie, che avrebbe potuto creare qualche problema di consenso. Infatti i partecipanti a questo tipo di assemblee sono sindacalisti che quotidianamente ci mettono la faccia sui posti di lavoro ma non fanno parte del Consiglio Nazionale come certi ottuagenari che rappresentano solo loro stessi ma che si inchinano al “potente” (o alla potente) di turno oppure dipendenti del patronato o del sindacato costretti a essere sempre in linea con i desiderata del capo.  Il rischio che una “contestazione al capo”, da parte di una platea che non deve difendere rimborsi spese e uffici pagati con i contributi dei lavoratori e che soprattutto avrebbe potuto far ritrovare “quell’unità perduta”, era troppo grosso e allora Capone e la sua corte hanno deciso di applicare il vecchio adagio latino “dividi et impera”. In molti, all’interno della Ugl, pensano che se Capone volesse veramente recuperare la dignità di “segretario generale” dovrebbe prendere esempio da quanto avvenuto in Fismic, dove il segretario generale è stato eletto tramite le primarie a cui hanno partecipato tutti gli associati.

Così in Ugl non è anzi il congresso è stato rinviato ancora una volta al 31 ottobre prossimo e già sulla modalità di rinvio molto ci sarebbe da dire. Basti pensare che la riunione del Consiglio Nazionale, organo statutariamente preposto a rinviare il congresso, tenutasi a Latina il 30 aprile scorso è durata meno di cinque minuti e calcolando che è stata effettuata anche la votazione per reintegrare gli ex oppositori al rinvio del congresso Capone avrà dedicato meno di un minuto al rinvio congressuale non specificando nemmeno gli articoli statutari che regolano questo importante avvenimento.

Ora, ammesso che il congresso non venga rinviato ancora una volta, cosa questa possibile, sono iniziate le basse manovre per avere delegati telecomandati da poter utilizzare attraverso lo spacchettamento di alcune strutture territoriali che ad oggi, per l’esiguità degli iscritti, sono accorpate a grandi città. Sembrerebbe che si è iniziato da Venezia dove erano accorpate anche le competenze di Belluno e Treviso, città che non hanno iscritti sufficienti a giustificare l’apertura di una sede con tutto ciò che comporta (spese di gestione e di personale).

Ebbene Belluno e Treviso pare che saranno riammesse al rango di Unioni Territoriali. Stesso discorso sembra si stia facendo in Valle d’Aosta, accorpata al Piemonte, e potrebbe essere, a questo punto, esteso a tutte quelle strutture territoriali che accorpano altre province. Dall’analisi del sito Ugl ci sono altre dodici province che, evidentemente, per l’assenza di un numero di associati consistente sono accorpate in altre UTL. Il lettore ignaro potrebbe non capire cosa c’è dietro e allora e dovere di chi conosce i meccanismi congressuali fare luce su questa situazione.

Spacchettando, come sopra detto, le strutture fino ad ora accorpate si avrebbero almeno 15 congressi provinciali, magari fatti con pochissimi iscritti, che esprimerebbero per il congresso confederale almeno due delegati per ogni struttura per un totale di 30 delegati in più se le cose dovessero rimanere come sono ora ovvero con le strutture accorpate.

Nei congressi, è noto, le battaglie si vincono, a volte, sul filo del rasoio per pochi delegati in più e questo spacchettamento potrebbe dare una maggiore garanzia, al cerchio magico di Capone, per mantenere il controllo della confederazione. Oltretutto anche ai fini della pubblicità risulterebbe che ci sono 15 territori in più da mostrare nei comunicati stampa. Qualcuno sicuramente ci dirà che chi pensa queste cose sia solo il solito “populista” che fa dietrologia mentre, da notizie certe, risulta che ci sono molti dirigenti periferici della Ugl che esprimono questo timore.

Insomma nemmeno con un congresso (vero), che potrebbe essere lo strumento per superare la divisione che in questi tre anni ha massacrato questo sindacato, si intravede la via d’uscita da una crisi organizzativa che ha visto decimato il numero degli associati, che ha visto dirigenti di tutto rispetto espulsi come fossero delinquenti, che ha registrato un numero considerevole di dimissioni da incarichi di categoria, nemmeno di fronte a tutto questo si offre la possibilità agli associati di dibattere, in modo scevro da equivoci, sul futuro di questa organizzazione.

Chi pensava che l’allontanamento di Renata Polverini avesse risolto i problemi della Ugl purtroppo deve ricredersi ed ecco perché fioriscono tesi e pensieri “nostalgici” che vorrebbero il ritorno della deputata di Forza Italia ai vertici della confederazione. In ambedue i casi il futuro dell Ugl, se non si esce da una situazione che sia Capone che la stessa Polverini hanno contribuito a creare, è sempre più incerto anche alla luce della mancata rappresentatività del sindacato sia nel pubblico impiego che nel settore del credito e in molte altre categorie del privato.

Chi ha creato questa situazione dovrebbe prenderne atto e fare non uno ma mille passi indietro mentre invece proprio coloro che sono i maggiori responsabili di questa disfatta si propongono come i “salvatori della patria” utilizzando ancora le leve del potere e magari qualche altra leva per mantenere o tornare a gestire le rovine di un sindacato che una volta si chiamava Cisnal ed era si discriminato dal governo ma rispettato e stimato da tutti, soprattutto dai suoi associati. Non sappiamo se su quel rispetto e quella stima possano ancora contare Capone & Co.

Qualche dubbio sorge spontaneo.

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8 Commenti

  1. Giovanni said:

    Che bello sentire dei perfetti “signor nessuno” che ipotizzano la fine della UGL dalle pagine di un giornalino degli annunci locali. Che pozzi di scienza……
    Dai forza che bisogno c’è di aspettare la fine della UGL se siete così bravi fondatelo voi un nuovo soggetto sindacale.
    Magari mettetevi assieme a Renata, così la tirate fuori dal fosso dove è finita per seguire lo scienziato di Cetica in associazioni da strapazzo con i riciclatori dei soldi della ntrangheta.

    • Massimo Visconti said:

      Saremo un “giornalino degli annunci locali” come lei ci definisce ma registriamo situazioni che nemmeno lei può negare e le commentiamo (almeno questo ce lo permetta). La fine dell’Ugl non interessa nessuno tantomeno chi scrive, la fine dell’Ugl la stanno provocando i fatti da tre anni a questa parte e non è compito o interesse nostro fondare “un nuovo soggetto sindacale” ci piacerebbe, questo si, che fosse salvato, cosa improbabile, il progetto di quei tanti sindacalisti che nei 67 anni dalla costituzione della CISNAL hanno creduto e credono in quel sindacato. Rispetto alle allusioni sul fosso della signora Polverini la cosa non ci interessa e tantomeno ci interessano le associazioni cui lei si riferisce. Signor Giovanni (ammesso che questo sia il suo vero nome) saremo anche dei “signor nessuno” ma veniamo presi in considerazione e citati, sui fatti dell’Ugl, sia da quotidiani come il Corriere della Sera o il Tempo e ripresi anche dai Tg nazionali. Se fossi in lei mi preoccuperei del fosso in cui è caduto quel sindacato perchè di Giovanni, come lei, che hanno bisogno di uscire da quel fosso ce ne sono parecchi. Auguri.

  2. Matteo said:

    È deprimente… Capone e Durigon sembrano il gatto e la volpe in Pinocchio, zitti zitti quatti quatti tramano nell’ombra per quattro soldi è una manciata di iscritti. La mediocrità fa molti più danni dell’arroganza (polverini) e questi due ne hanno da vendere.
    Per la signora Elena: polverini è tutta un’altra storia rispetto a questi ma ha ragione Visconti sulla sua gestione. La domanda è: se invece di confrontarsi con microbi come Durigon e Capone etc, avesse avuto in segreteria generale persone di caratura non sarebbe stata costretta a confrontarsi sulle questioni di merito, sulle visioni strategiche?
    Con tante personalità avremmo avuto sicuramente un dibattito interno alto e la situazione non sarebbe degenerata

    • Elena Gola said:

      Purtroppo alle conferenze programmatiche si parla di massimi sistemi e non c’è l’ombra di temi congressuali. L’unica politica che viene perseguita attualmente è quella di provare ad accontentare (provincia per provincia, figlio per figlio) i dirigenti in carica, così che tutti possano appartenere ad un unico correntone. Vi dono un contributo: si ponga fine allo stipendificio a si renda VERAMENTE gratuito ogni ruolo, si proceda con rimborsi a piè di lista pubblicati sui siti nazionali e si rendano incompatibili al centro come in periferia le presenze negli enti con i ruoli sindacali, si renda obbligatoria per i segretari nazionali di categoria la visita periodica in province e regioni e ci sia un solo ente bilaterale i cui componenti sindacali vengano eletti dalla base, paghi Roma i fitti e le utenze delle Utl, si verifichi ogni singola tessera a cominciare dai versamenti. I consigli direttivi siano eletti su base proporzionale assegnando a ciascuna delle mozioni componenti eletti.

      Attenti, la gente se ne va perché ha compreso il gioco, il 18 Euro al mese se li tiene in tasca.

      • Massimo Visconti said:

        Gentile Signora Elena come al solito Lei ha la capacità di mettere a fuoco le problematiche dell’Ugl. Anche questa volta Lei propone soluzioni non buone ma buonissime e ultra trasparenti e forse per questo che non verranno mai prese in considerazione non solo dal duo in citato dal signor Matteo ma anche dagli ottuagenari che godono di rimborsi non si sa a che titolo . Signora Elena le Sue sono proposte talmente di buon senso che purtroppo, proprio per questo motivo, saranno ignorate. Per Sua informazione Le dico solo che, per esempio, l’obbligo da parte dei segretari nazionali di categoria di fare visite periodiche vigeva negli anni ’80 quando era segretario generale Ivo Laghi. Ma quelli erano altri tempi.

  3. Elena Gola said:

    Bisogna prendere atto che Coloro che sono a capo delle strutture territoriali non possono e non devono portare la Ugl a congresso, questi ingessano il sindacato. Queste blindature unite a quelle fatte di accorpamenti e spacchettamenti servono soltanto a legittimare una classe dirigente vecchia di venti anni che a Roma come in provincia non ha più nulla da dire. Si faccia un vero congresso, si abbia il coraggio di cambiare ! Esiste un solo modo per salvare la Ugl e per garantire una volta e per tutte la sua democrazia interna: si prenda esempio dall’ultimo congresso di Alleanza Nazionale (sic.) e si facciano votare gli iscritti in maniera diretta, senza il filtro dei delegati; lo si faccia quantomeno per le strutture provinciali e regionali (categorie, Utl ed Utr), viceversa, si sciolga la Ugl e si dia vita ad un nuovo soggetto. Caro Visconti, mi costa dirlo, ma per quanto grandi siano stati i difetti della Polverini bisogna ammettere che brillava di luce propria. #rottamazione

    • Massimo Visconti said:

      Gentile Signora Elena i Suoi commenti sono sempre molto equilibrati e, mi permetta di dirlo, sofferti. Si vede che Lei è persona legata all’organizzazione e che soffre vedendo ciò che sta succedendo. Mi fa piacere che Lei concordi con me sull’elezione diretta da parte degli iscritti al sindacato (cosa questa possibile come ha dimostrato il recente congresso della Fismic). Solo su una cosa mi permetto di dissentire relativamente al fatto che la Polverini “brillava di luce propria”. Ho più volte scritto, soprattutto recentemente, che se un merito alla Polverini va ascritto è quello relativo a come ha saputo “coltivare” le relazioni esterne (stampa, apparizioni in televisione etc.). Il problema che la suddetta Polverini ha utilizzato quella risorsa per fini che sono serviti solo a farla arrivare dove è arrivata e non per garantire al sindacato un proseguimento di una vita associativa basata sul rispetto dello statuto e delle regole. Non è una colpa da poco. Comunque sempre grazie per le Sue osservazioni che sono preziose per me e per i lettori che ci seguono.

  4. giuseppe said:

    Speriamo che a questo punto sia la stessa mano della Provvidenza a mettere fine alla misera esistenza di questo pseudo sindacato che già da lungo tempo ha assunto le sembianze di un comitato d’affari vero e proprio.
    Alla faccia degli iscritti e di tutti i sindacalisti in buona fede (ormai, in verità, si contano sulla punta delle dita) che ancora albergano da quelle parti.

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