Libia, peschereccio italiano sequestrato. E Girardelli? Ancora impegnato a scegliere la tappezzeria?

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Nella vignetta, l'ammiraglio Valter Girardelli, capo di stato maggiore della Marina Militare

Nei giorni scorsi il peschereccio italiano “Ghibli primo” è stato sequestrato nelle acque internazionali antistanti il porto di Derna dalla Guardia Costiera di Tobruch, e costretto ad attraccare nel porto di Ras al Helal, in Libia. Ci son voluti ben due giorni prima che l’equipaggio fosse liberato.

Non è ancora ben chiaro cosa sia successo. Si suppone che l’imbarcazione sia stata fermata nell’ambito di una serie di controlli per contrastare il traffico d’armi, spesso nascoste sui mercantili. Ma il punto è un altro: nessuno era lì a proteggere i nostri connazionali. È questo, infatti, il primo compito dell’operazione “Mare Sicuro”: piazzare fino a 5 unità navali e due sommergibili, con lo scopo di garantire la sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nelle acque prospicienti le coste della Libia.

Cosa non ha funzionato? Semplice: l’ammiraglio Valter Girardelli, da nemmeno un anno capo di Stato maggiore della Marina Militare, ha pensato bene di dimezzare il numero delle navi: su 5, ne ha fatte allontanare addirittura 3. Lasciandone solo un paio a monitorare l’intera zona: circa 160.000 km quadrati.

Supponiamo che l’ineffabile Giradeaux sia piuttosto preso dall’ardua scelta dei complementi d’arredo per il suo alloggio di rappresentanza >>leggi qui<< per rendersi conto che riducendo così drasticamente la presenza del dispositivo aeronavale nella zona, si espongono le piattaforme petrolifere, le capitanerie di porto e i pescherecci italiani ad un pericolo non indifferente. Pericolo che si potrebbe evitare, semplicemente applicando alla lettera quanto prevedono la legislazione nazionale e gli accordi internazionali vigenti in materia di sicurezza marittima.

Ammiraglio, come lo vuole ‘sto divano: damascato o in pelle (possibilmente umana)? Le diamo una mano a scegliere, basta che poi torni ad occuparsi di cose più stringenti. Oppure, dobbiamo supporre che nella decisione scellerata di lasciare i nostri pescherecci alla mercé dei criminali, ci sia lo zampino del generalissimo Graziano Badoglio?

Come accennato prima, il decreto missioni prevedeva la presenza di 4/5 di navi di “Mare Sicuro”, ma attualmente ce ne sono soltanto due, posizionate molto lontane. Il vuoto lasciato dalla Marina in questi mesi di applicazione di fatto del Libro Bianco da parte del generalissimo in seconda (ricordiamo che il Generalissimo n.1 è il  Venerabile Gran General Immortale del rito riconosciuto piemontese: ‘‘The Fly”)  è stato colmato dalle ONG, i migranti sono aumentati, così come i morti in mare. E gli scafisti hanno mano libera.

D’un tratto la politica si sveglia e annuncia che serve la presenza dello Stato, che non possono essere i privati a creare corridoi umanitari. Servono le imbarcazioni leggere (precisazione necessaria per limitare a Finanza e Capitaneria di Porto il flusso di finanziamenti di fonte europea Frontex) con la polizia giudiziaria a bordo.

Peccato che in quel tratto di mare le imbarcazioni leggere, se non possono ripararsi nei porti libici rimangono esposte al mare mosso, non essendoci ridosso alcuno, perdendo molto presto ogni operatività.  Quindi no alle navi della Marina e largo a Frontex.

Non è l’efficacia che si cerca, ma i fondi europei che devono andare al Ministero dell’Interno e non a quello della Difesa. In sintesi, la Finanza e in via residuale la Capitaneria di Porto sostituiranno la Marina in alto mare.

La ministra Pinotti – non contando nulla e nulla avendo da guadagnare in chiave di ritorno d’immagine personale – tace. Grazian Badoglio, invece, ride perché l’arma nemica verrà umiliata. Nel frattempo cosa fa il Capo di Stato Maggiore della Marina? Se ne frega. Anzi si gode (da brava Mosca cocchiera sull’orecchio del cavallo morente) le ultime spoglie del suo immeritato incarico: viaggi in business, grandi alberghi, il gran tour della cinica ignavia. Allora in carrozza, verso il Qatar, poi a Singapore, negli Stati Uniti, chissà.

Quel che è certo è che non sta alla scrivania a lavorare. Che il personale lo disprezzi a lui poco importa, se fa contento Grazian Badoglio. Ma l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa lo prenderà il ​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli. Il nostro “poverino” si dovrà accontentare della Carta Gold mille miglia sbafo.

Coì ha deciso da tempo il Venerale Generale Immortale e il numero due della Difesa “El Chef in secunda” Grazian Badoglio. E la Pinocchia? Che c’entra la Pinocchia?

 

 

 

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