Rai, confermato sciopero del 1 giugno: ora CDO rischia grosso

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Cgil, Uil, Ugl, Snater e Libersind Conf.sal hanno confermato lo sciopero generale di tutti gli impiegati, quadri e operai delle società del Gruppo Rai (Rai, Rai Way, Rai Com e Rai Cinema) per il prossimo primo giugno.

Le motivazioni della protesta sono «la pregiudiziale aziendale posta sull’incremento dei minimi salariali» e la richiesta di «rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per quadri, impiegati e operai dipendenti della Rai» e di «erogazione del premio di risultato 2016».

In un comunicato diffuso ieri, le segreterie nazionali dei sindacati hanno reso noto l’esito dell’incontro con Paolo Galletti, direttore del personale di viale Mazzini: una proposta, quella della Rai, giudicata “irricevibile”.

Galletti, infatti, ha risposto alle richieste dei rappresentanti sindacali con questa proposta economica:

  • nulla, per gli anni 2014, 2015 e 2016;
  • 600 euro lordi, una tantum, per il 2017 (senza aumento dei minimi);
  • 600 euro lordi, una tantum, per il 2018 (senza aumento dei minimi);
  • a partire dal 2019, apertura sui minimi contrattuali. Senza però quantificarne i valor economici e solo se, per allora, il canone sarà interamente riversato alla Rai (con la riscossione del canone tv direttamente in bolletta, gli abbonamenti alla Rai sono aumentati di 5,5 milioni in un anno).

Come sottolinea il comunicato contrattuale delle segreterie, per la Rai il valore compressivo per il rinnovo contrattuale è stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro, a fronte di un allungamento della vigenza contrattuale di altri tre anni (2014-2019). E proprio questa condizione, sottolineano i sindacati, “determinerebbe una distribuzione di risorse ai lavoratori ridotta del 75% rispetto a quella dell’ultimo rinnovo contrattuale del 2010-2013“.

Inspiegabile – scrivono le segreterie nazionali – sia lo stanziamento di 15 milioni di euro per Rai Academy nel triennio 2017-2019 sia l’incremento di spesa per costi esterni in bilancio 2016, sia lo sperpero fiscale (circa il 28% in più di tasse) sulla premialità erogata unilateralmente dalla Rai per l’anno 2016″.

Lo sciopero generale è un chiaro segnale del momento di difficoltà che la direzione della Rai, Campo Dall’Orto in primis, sta attraversando. Il giorno della resa dei conti è lunedì 22 maggio, quando è previsto il nuovo Cda, laddove i consiglieri Rai stanno già pensando al sostituto di CDO. Dopo il «No grazie» di Giancarlo Leone, il più papabile sembra essere Paolo Del Brocco, attuale amministratore delegato di Rai Cinema >>leggi qui<< 

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