Leonardo: a Moretti 9,3 milioni di buonuscita che puzza di indecenza

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Mauro Moretti

Senza ritegno. Mauro Moretti lascia Leonardo con «un’indennità compensativa e risarcitoria» di 9,26 milioni di euro, oltre alle competenze di fine rapporto. Non solo: «a tale indennità si aggiunge un importo di 180mila euro a fronte di rinunce specifiche effettuate da Moretti nell’ambito della risoluzione del rapporto».

Il pagamento sarà eseguito “entro 40 giorni dalla formalizzazione degli atti di cessazione del rapporto“. Ricorda un po’ la vicenda di Pietro Ciucci, ex presidente e Ad di ANAS, che si licenziò da solo e poi si risarcì per “mancato preavviso” >>leggi qui<<. Il livello di indecenza è il medesimo. Per carità, tutto legale, ma non si può fare a meno di notare che, in questo Paese, accade che uno come Moretti arrivi in un’azienda come Leonardo, urla ai quattro venti che con lui la musica cambia e, impugnando le forbici, taglia gli stipendi più alti, butta fuori 250 consulenti, ridimensiona bonus e benefit, salvo poi andarsene con il tesoretto (di soldi pubblici) in tasca.

Insomma, predica bene e razzola malissimo. E, soprattutto, non prova un minimo di imbarazzo, visto che di lui si ricorda soprattutto la condanna in primo grado a sette anni per la strage di Viareggio per il suo ruolo di amministratore delegato di Rfi. Una tragedia, con 32 morti, che lui definì «uno spiacevolissimo episodio».

Certo, l’ormai ex Ad di Leonardo è senza lavoro (sebbene tornerà, per vie traverse, in FS >>leggi qui<<) e, nonostante si atteggi a super-manager sia solo un ex-sindacalista CGIL dalle grandi ambizioni, nessuna azienda si sta sperticando per regalargli una poltrona.

A questo punto, si spera solo che – visto che non gli manca di certo di che vivere – abbassi il profilo e per un po’ sparisca dalla circolazione. Anche se c’è chi vocifera che, mai pago, si sia già assicurato una consulenza milionaria per un anno.

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