Terrorismo e bugie: ecco la macchina che scopre (al 99%) se uno mente 

Solitamente, le bugie hanno le gambe corte. Adesso potrebbero averle cortissime.

E il motivo è presto detto. Una macchina, infatti, progettata in America e adesso lanciata anche in Italia, legge il cervello di bugiardi e criminali. Non la classica e non sempre efficace macchina della verità, ma un nuovo strumento, usato dall’FBI e riconosciuto dalla Corte di giustizia degli USA, che sta funzionando alla grande. Almeno così sembrerebbe. Può diventare un importante strumento di prevenzione.

Cosa accadrebbe se da oggi nessuno di noi potesse più mentire senza essere scoperto? Probabilmente la nostra vita privata ne risentirebbe“, scrive Libero. “Ma la società potrebbe funzionare meglio: in carcere ci sarebbero solo i colpevoli, molti casi di omicidio verrebbero risolti e così le truffe e al potere ci sarebbero solo persone oneste, impegnate nel perseguire davvero il bene pubblico e non l’interesse personale”. Praticamente un sogno e un mondo perfetto.

Il nome della macchina fantascientifica? Brainwave science, inventata da un gruppo di ricercatori americani e indiani, distribuita in Italia dalla società italo-americana Esim Global.

Si dice che raccolga prove attendibili addirittura al 99,9% dei casi. Come funziona? Con l’acquisizione di prove certe attraverso la lettura di onde cerebrali, le quali non possono essere influenzate dalla volontà e dalle emozioni del soggetto interrogato.

Si tratta di una risorsa importante per l’intelligence qualora venisse impiegata anche nell’ambito della lotta al terrorismo“, sottolinea Gianluca Sciorilli, presidente di Esim Global,

Un meccanismo molto semplice: sullo schermo scorrono immagini di vario tipo, alcune comuni, altre inerenti a ciò che si intende scoprire. La macchina rileva la frequenza delle onde e le traduce in curve voltaiche che rivelano l’eventuale coinvolgimento del soggetto nelle organizzazioni terroristiche o la sua partecipazione ad azioni di tipo criminale.

Sciorilli ha proseguito parlando di quanto sarebbe opportuno utilizzare la macchina nel carcere di Sassari, dove sono detenuti 22 terroristi islamici ad altissimo profilo criminale, al fine di tracciarne i collegamenti con le reti jihadiste presenti in Italia.

La brainwave potrebbe poi risolvere anche i casi di malagiustizia. In America, un uomo, dopo 33 anni di galera con una condanna all’ergastolo, è stato sottoposto all’esame della macchina risultando innocente.

Nell’epoca dei social network, delle bacheche aperte, degli iphone, delle intercettazioni e delle videocamere piazzate ovunque, avevamo tutti un’unica certezza: che nessuno potesse leggere quantomeno il nostro cervello, i nostri più intimi pensieri. Adesso la nostra privacy rischia di essere del tutto annullata.

Un bene sì, ma anche un male

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