Precariato: come uscirne con un contratto a tempo indeterminato

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E’ il male delle nuove generazioni, un vicolo senza uscita, un tunnel senza luce. Il precariato. Business Inside però, ha dei consigli infallibili per uscirne.

Regola numero uno per uscire dal precariato : dimostrare di essere bravo. C’è chi si ritrova a restare oltre l’orario previsto e a turni estenuanti pur di provare che a quel lavoro ci tiene. L’incertezza però indebolisce il tuo stato e mette alla prova la tua capacità di avere successo.

Prima di lottare con tutte le forze per un prolungamento, bisogna verificare sin dal colloquio di selezione se ce ne è la possibilità. Se siete alle prese con un tirocinio, cercate di capire se è finalizzato all’assunzione o meno. “In Italia, gli stage curriculari, previsti nel corso di studi universitario, in genere non lo sono”, chiarisce Chiara Grosso di FourStars.

Se si tratta di una sostituzione, dovreste cercare informazioni sulle condizioni economiche dell’azienda, sull’intenzione della direzione di fare nuove assunzioni nel breve periodo, sulla possibile apertura di una nuova divisione o funzione. Una buona idea è chiedere ai colleghi se qualcuno in passato ha già ricoperto quel ruolo e perché non è stato riconfermato.

Fondamentale è essere aperti al feedback, dimostrare impegno per lo sviluppo professionale e per il miglioramento continuo. In questo modo, il capo avrà la certezza che non siete un bluff, che il vostro entusiasmo non crollerà dopo i primi mesi e che nel futuro potrete dare sempre di più all’organizzazione. Il guadagno di questo approccio è anche per voi: nel caso dovesse andare male, potrete usare le competenze apprese per un nuovo posto di lavoro.

Inoltre, quando si è nell’aura del precariato, da parte dei colleghi o collaboratori ci può essere la tentazione di non darci la considerazione che ci spetterebbe se fossimo assunti in quella posizione. Soprattutto se il lavoro prevede responsabilità come la supervisione di un team e la valutazione della performance dei componenti, è essenziale mettere in chiaro la propria autorità.

E’ importantissimo non dire mai no ai compiti assegnati, anche se li ritieni non adatti alla tua preparazione o sbagliati per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Voler cambiare tutto subito non è una buona strategia. Quando un ruolo ha una scadenza, è meglio all’inizio adeguarsi alle regole dell’organizzazione: comunicare al direttore e ai colleghi le proprie idee innovative vi fa apparire una persona creativa e proattiva, ma la fase di realizzazione della vostra “rivoluzione” va tenuta per un secondo momento. In particolare, è fondamentale capire quello che il capo vuole da voi, le sue priorità, il modo di comunicare con voi che preferisce.

Non bisogna spingere troppo per avere notizie sicure sul proprio futuro. Vivere con l’incertezza è complesso e a un certo punto potresti essere tentato di chiedere se devi cominciare a cercarti un nuovo lavoro o se puoi contare sull’organizzazione in cui ti trovi. Ma in questi casi il processo decisionale è lento e mettere fretta può suscitare l’impazienza di chi deve scegliere e farlo propendere per la non riconferma.

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