Medjugorje, quale atteggiamento deve avere il cattolico sulle apparizioni?

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Viste le posizioni contrastanti in merito alle (presunte) apparizioni mariane a Medjugorje, anche in seno alla Chiesa stessa, il chiarimento su quale debba essere il corretto atteggiamento di un cattolico praticante arriva dal teologo Pierangelo Sequeri,  preside del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, sulle pagine di Avvenire.

Tutti sanno, e anche papa Francesco lo ha ribadito di ritorno da Fatima parlando di Medjugorje, che questi eventi – pure se la Chiesa si sia impegnata in una qualche forma di riconoscimento che li accredita come autentica esperienza di grazia che viene da Dio – non appartengono alla rivelazione che fonda e vincola la fede dei credenti” scrive monsignor Sequeri.

In altri termini: non siamo obbligati a crederci, anche nel caso di riconosciuta autenticità, come se l’adesione fosse essenziale alla professione della nostra fede cattolica”. Ma, allo stesso tempo, avverte: “Non per questo è lecito ai credenti trattare con superficialità l’eventualità di questa speciale grazia […] a nessuno, nella Chiesa, è consentito disprezzare il dono dall’alto che può giungere a noi attraverso questa esperienza carismatica di manifestazione della Madre del Signore“.

“In ogni caso, le nostre personali riserve devono porre ogni cura di non gettare alcuna ombra sulla nostra fede e sulla nostra venerazione per la Madre di Dio, che fa indubitabilmente parte del dogma della fede che professiamo”. 

“Neppure deve esserne ferita la nostra sincera adesione al magistero della Chiesa, quando si impegna nel riconoscimento di un autentico dono di grazia che porta sostegno alla devozione cristiana dei credenti e alla conversione evangelica della vita. Di questo apprezzamento della genuinità del carisma, e dei frutti spirituali che ne derivano, è parte essenziale il giusto rigore con cui il magistero della Chiesa procede al discernimento circa i fatti, le persone, gli effetti. […] Il discernimento comporta perciò anche l’eventualità di un giudizio molto differenziato, come anche la raccomandazione di ulteriori verifiche“.

Questo impegno, che è affidato alla responsabilità del magistero ufficiale della Chiesa” ha lo scopo “di custodire l’integrità della fede e la verità della devozione, proteggendo l’intero popolo di Dio (e chiunque altro) da ogni forma di credulità, superstizione, manipolazione e strumentalizzazione del sentimento religioso“.

“Del resto, la saggia cautela della Chiesa a riguardo di apparizioni, miracoli, estasi e profezie è proverbiale. Nessuna sconsiderata foga apologetica, come anche nessuna pregiudiziale diffidenza razionalistica, devono inquinare l’onestà intellettuale del discernimento ecclesiale: nell’interesse della fede autentica“. 

Perché Papa Bergoglio non si è ancora espresso su Medjugorje? Scrive il teologo: “Nel suo stile semplice e diretto, il papa Francesco […] ha ritenuto di dare conto del fatto che egli ha effettivamente ricevuto gli esiti dell’apposita Commissione pontificia su Medjugorje decisa da Benedetto XVI, i quali sono in esame anche presso la Congregazione della fede. (E lo ha fatto – non va dimenticato – al termine di un vero pellegrinaggio mariano del Papa, che ha onorato ed esaltato la Madonna delle apparizioni di Fatima!)“.

“Il Papa ha dunque confermato, in termini colloquiali e per ora – in forma personale, che il tema non è affatto disatteso, al più alto livello dell’autorità magisteriale. E ha indicato semplicemente i dati salienti che, nella sua percezione attuale, orientano le sue considerazioni: la genesi carismatica di questa devozione è certamente degna di approfondimento, la storia della sua recezione e interpretazione suscita qualche motivata perplessità, gli effetti di conversione e di vita cristiana che tutt’ora la accompagnano sono un fatto che non può essere negato. E dunque, un tema pastorale autentico, che merita sin d’ora la sollecitudine e la cura della stessa Sede apostolica. L’invio dell’Arcivescovo Hoser, con questo preciso mandato, aveva del resto già confermato questa valutazione”.

Dunque, in attesa che la Chiesa si pronunci ufficialmente su Medjugorje, l’atteggiamento dei cattolici dovrà essere quello di coloro che “aderendo con fede sincera al mistero unico e benedetto della Vergine Maria, sono pronti ad accogliere anche i segni carismatici del suo amore, mediante il quale la Madre del Signore conduce, ogni volta e sempre, la nostra devozione alla fede autentica nel Figlio di Dio. Non per la curiosità di segreti e messaggi – comunque non determinanti per stessa fede cristiana nel mistero di Maria – che debbano rendere più eccitante e spettacolare la devozione. Bensì unicamente per la conversione della vita all’amore di Dio, e per la gioia di ogni dono ricevuto in vista dell’utilità comune“.

 

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