Manchester: Abedi segnalato 5 volte, scontro Gb-Usa su fuga notizie

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Ancora arresti dopo l’attentato all’Arena di Manchester che ha provocato 22 morti: i due fermati sarebbero collegati in qualche modo a Salman Abedi.

Proprio il terrorista di origine libica autore dell’attacco, secondo il Telegraph, era stato segnalato alle autorità dell’antiterrorismo britannico almeno cinque volte, e non venne mai fermato. Non solo: l’attentatore era arrivato in Siria, passando proprio per la Libia, rientrando poi in Inghilterra, senza destare alcun sospetto. Sempre il Telegraph, sostiene che amici del ragazzo avrebbero contattato le autorità dopo che il 22enne aveva confidato loro che “essere un attentatore suicida era ok”.

Oltre a quelle sulla prevenzione e al controllo di persone ritenute pericolose, le polemiche sull’attentato di Manchester riguardano anche la diffusione di notizie. I servizi di intelligence britannica, infatti, sarebbero infuriati per la fuga di notizie che ha portato alla pubblicazione di alcune foto da parte del New York Times. Le immagini mostrano parti dell’ordigno usato nell’attentato e sono state scattate dalla polizia scientifica. Questo episodio ha portato alla sospensione lo scambio di informazioni tra Gran Bretagna e Usa.

Proprio il materiale utilizzato nell’attentato di Manchester, secondo il presidente della commissione Sicurezza interna della Camera Usa, il repubblicano Mike McCaul, rappresenta la firma dell’Isis. L’esplosivo utilizzato, infatti, è il perossido di acetone (Tatp), lo stesso materiale impiegato dal commando di Isis negli attacchi di Parigi e anche il 22 marzo 2016 a Bruxelles. Secondo McCaul l’ordigno di Manchester era “così sofisticato” che potrebbe essere stato realizzato da qualcuno addestrato all’estero. Quest’ipotesi, dunque, rafforzerebbe la pista che sta prendendo sempre più piede e che ha visto l’azione non di una scheggia impazzita, ma di un “network, una cellula di terroristi ispirati all’Isis”.

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