La guerra tra Flavio Insinna e “Striscia la notizia” continua sul web

Non accenna a placarsi la polemica tra Insinna e il programma di Antonio Ricci. Stanotte è stato postato su Facebook un video molto interessante.

Pensavamo fosse finita con il post di scuse di Flavio Insinna, la querelle che lo oppone al Tg satirico di Canale 5 “Striscia la notizia”, nel corso del quale sono state diffuse registrazioni audio compromettenti per il presentatore romano.

Evidentemente ci sbagliavamo, perchè a rinfocolare la discussione ci ha pensato Insinna stesso, che ha pubblicato un video riguardante un episodio di due anni fa (che rappresenta forse l’innesco di questo incendio) nel quale l’inviato Valerio Staffelli tentò di recapitare a Flavio Insinna il poco ambito “Tapiro d’oro”, un premio riservato a persone incappate in qualche disavventura.

Nel filmato (peraltro censurato e mai mandato in onda da “Striscia la notizia”) si sente distintamente il conduttore di Rai 1 replicare a Staffelli, ricordandogli che quelli della trasmissione di Mediaset non possono affatto mettersi sul piedistallo e giudicare. Il motivo? Un’indagine della Guardia di Finanza sui compensi di Ezio Greggio, a quanto pare dichiarati in maniera poco trasparente.

 

 

Le parole in studio di Michelle Hunziker, poi, indispettirono ancor di più Insinna, che replicò puntualizzando come fosse estremamente inelegante augurare la galera a gente che tra l’altro non aveva commesso alcun reato accertato. E promise di accettare il “Tapiro d’oro” soltanto dopo un analogo gesto di Ezio Greggio.

Da quel momento è iniziata una guerra che dura da due anni, un conflitto senza esclusione di colpi che Insinna (accompagnando il video con un sibillino “a grande richiesta”) intende combattere fino alla fine. Una puntualizzazione, infine, è d’obbligo: non c’è alcun dubbio che il presentatore si sia macchiato di maleducazione ed incoerenza, come è vero anche il fatto che sia estremamente squallido prenderserla con alcune persone rimarcando i loro difetti fisici.

Ma solo chi ha frequentato il mondo delle produzioni televisive sa cosa può venir detto durante le riunioni redazionali e quali parole possono scappare in preda ad un momentaneo attacco d’ira. Con questo non si vuole giustificare Insinna, ma immaginiamo di mettere microfoni ovunque e vediamo cosa può uscirne fuori, dalla comparazione tra ambito pubblico e privato della nostra vita.

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Un Commento

  1. Faac said:

    Vorrei dire a tutti i santi in circolazione…. State attenti che se ci fossero microfoni e telecamere ogni volta che ci incavoliamo sarebbero cazzi per tutti.

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