L’Ultima Ribattuta cambia pelle (e quindi anche squadra); saluti, ringraziamenti e auguri…

l'ultima ribattuta

Si conclude oggi la mia esperienza di direttore dell’Ultima Ribattuta. Un’esperienza esaltante, ricca di risultati e di soddisfazioni. I dati di Analytics, il programma di Google che non racconta balle (come invece avviene per le tirature della carta stampata) sono lì a dimostrarlo. Senza trucchi.

Già, allora perché si cambia? Curiosità comprensibile e risposta doverosa: perché la crisi dell’editoria non risparmia neppure il web e gli introiti pubblicitari, malgrado le molte migliaia di lettori quotidiani fidelizzati (ormai quasi diecimila al giorno), non coprono le spese di gestione. E così l’editore ha deciso di ridimensionare l’impegno economico attraverso il quale, in questi quaranta mesi, ha integrato le entrate garantite dagli inserzionisti.

È una decisione dolorosa, ma del tutto legittima. Come lo è peraltro la mia di passare la mano. E di seguire la stessa sorte di coloro che con me hanno collaborato a creare e consolidare i risultati di questa testata “corsara”. In tre anni abbondanti ci siamo impegnati a pizzicare (divertendoci anche molto) le tante ipocrisie con le quali si ammantano e continuano ad ammantarsi i cosiddetti “grandi media dell’informazione”.

Ma non ci siamo limitati a questo: abbiamo portato avanti importanti campagne di denuncia del marciume esistente in grandi realtà come la Rai, l’ANAS, l’ACEA, l’Alitalia, la Croce Rossa, alcune banche e il Comune di Roma, prima e dopo la vittoria del Movimento 5 Stelle. Non solo. Ci siamo occupati di Scientology e dei suoi adepti. Delle principali organizzazioni sindacali (l’Ugl in particolare) e dei loro protagonisti. Non abbiamo risparmiato frustate a Lotito per la gestione della Lazio e sputtanamenti sulla faziosità filo-romanista di Sky.

Tante, insomma, le inchieste su argomenti spesso scomodi.

L’ultima, quella sullo smantellamento delle Forze Armate, prevista dal demenziale Libro Bianco della Difesa con annessi e connessi, resterà incompiuta. Pazienza, forse ci penserà qualcun altro a portarla avanti.
E ora consentitemi di ringraziare di cuore le molte migliaia di lettori che ci hanno seguito appassionatamente in questo arco di tempo. Lo dicono tutti, ma per l’Ultima Ribattuta è lì a dimostrarlo la vera e propria marea di post che hanno puntualmente commentato le nostre fatiche giornalistiche.
Abbiamo cercato di fare un’informazione il più possibile “alternativa” e forse ci siamo riusciti. Non tanto quanto serviva per raggiungere determinati risultati, ma abbastanza per le nostre forze. Di questo devo quindi essere incondizionatamente grato a Giusi, Luca, Paolo, Emiliano, Claudia, Andrea e Massimo. Senza di loro, il cammino si sarebbe interrotto molto prima.
A chi si farà carico della prossima fase della nostra amata testata, così come all’editore, che mi ha sempre consentito la più completa libertà di espressione, i migliori auguri di buon lavoro

13 Commenti

  1. Mimmo Epicoco said:

    Mi dispiace molto soprattutto perché i vostri articoli sulle vicende dell’ugl erano veramente interessanti… Ora come faremo? Spero vivamente che Massimo Visconti continui ad informarci magari su un altra testata

  2. Luca Cirimbilla said:

    Caro Marco, fai una bella cosa… fammi una lista di argomenti che devo affrontare. E scrivimi pure il modo in cui dovrei affrontarli. La tua bassezza è fonte di grande soddisfazione. Poi magari dall’id scoprirò pure che amico-conoscente o collega vipera sei stata. Ma non credo di avere a disposizione lo stesso tempo che tu hai sprecato per spulciare il mio profilo Facebook. Continua a seguirmi.

  3. Mariotto said:

    Certo che è veramente carino vedere attacchi personali ai vecchi colleghi licenziati, e nn venitemi a dire che sono commenti di lettori perché nn ci credo.

  4. Manuela said:

    Carissimo Luca “non ti curar di loro ma guarda e passa!” 😊 ….e comunque significa che ti leggevano 😉. In bocca al lupo per il vostro futuro…continua ad essere il “nostro Luca”!

  5. Marco said:

    La tenerezza di Cirimbilla che sul suo profilo Facebook si atteggia a “giornalista scomodo” (e per questo censurato) e spinge i suoi amichetti a venire qui a difenderlo…

  6. Fulvio Bernardini said:

    Peccato, stavo giusto cominciando a fidelizzarmi. Anche grazie agli articoli di Luca Cirimbilla, il quale è riuscito nell’ardua impresa di fornire un punto di vista alternativo su varie questioni coprendo anche temi che non trovano spazio nell’agenda delle principali testate online.

  7. Luca Cirimbilla said:

    Grazie ai commentatori felici per non leggermi più. Bastava semplicemente non seguirmi. Il vostro disprezzo mi dà la forza per continuare a fare questo mestiere. Grazie ancora a tutti.

  8. Antonio said:

    Mi dispiace sinceramente per tutta la squadra, che ha sempre scritto articoli interessanti e fuori dal coro. Ma non posso fare a meno di tirare un sospiro di sollievo perché finalmente internet non sarà più appestato dagli articoli di Cirimbilla, penoso esempio di disinformazione e forzatura dei fatti. In bocca al lupo!

  9. Matt Deamon said:

    Non bastava licenziare Cirimbilla? Di quello avrei fatto volentieri a meno. Con le sue leccate di p**** ai filo-fascio.

  10. Roberto Vagnozzi said:

    Peccato. Mi mancherà. Fateci sapere dove e come seguire ancora i vostri scritti e le vostre inchieste.

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