Cosa succederebbe se i proverbi diventassero delle pubblicità?

Proverbi

Fm – Visual Designer ha preso i proverbi più celebri e ad ognuno di loro ha attribuito un marchio. I risultati sono sorprendenti ed esilaranti.

I giochi di parole applicati ai proverbi: questo è stato fatto da Fm – Visual Designer bissando il fortunato esperimento rappresentato da “Cantanti feat. Brand”, una dimostrazione di creatività che è consistita nel mostrare come sarebbero i nomi di personaggi famosi se fossero quelli di alcuni marchi.

Adesso si passa ai proverbi, manipolati e brandizzati, che diventerebbero a tutti gli effetti delle ottime campagne pubblicitarie, se solo i marchi fossero consenzienti.

Il progetto – precisa l’autore a scanso di equivoci su Facebook – è stato creato con il solo scopo di divertire, senza lucro alcuno”. E si dice diposto, qualora qualche brand lo contattasse, a rimuovere dalla pagina i contenuti potenzialmente indesiderati.

Nel frattempo ci godiamo questa curiosa gallery che spazia da “Zalando s’impara” a “Da Coca nasce Cola”, passando per “Chi dorme non piglia Pepsi” e “Buon sangue non Mentos”.

Ci vuole una predisposizione mentale particolare per partorire “Tra moglie e marito, non mettere il Nikon”, “Chi va con lo Zippo impara a zoppicare” ed “Anno nuovo Visa nuova”.

Anche “Meglio tardi che Skype” è geniale, e non è da meno “Chi è causa del suo mal pianga Nepresso” e “Chi fa da sè fa Nestlè”.

“Inutile piangere sul latte Versace”, a dir la verità, per i romani non è un inedito assoluto, ma vi assicuriamo che tutti gli altri proverbi brandizzati sono delle primizie assolute, e vi consigliamo di dare una sbirciatina alla pagina Facebook di Fm – Visual Designer.

Vogliamo però concludere con un pruriginoso “Tira di più un pelo di Fiat che un carro di buoi”, invitando il lettore ad indovinare la parola sostituita….

 

 

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