Roma: un piano concreto per riqualificare gli argini del Tevere

Tevere

Agenda Tevere lancia i TIBox, team operativi che si occuperanno della realizzazione di 6 progetti “prototipali”.

Cosa impedisce agli argini del Tevere di essere valorizzati, sfruttati e fruiti come accade ai lungofiumi delle maggiori città europee? Il motivo dipende da un mix di cause: il sistema di responsabilità pubblico frammentato, privo di processi che coordinino le diverse competenze e responsabilità, la mancanza di pianificazione e di un intervento organico che non si limiti a eventi “spot” ed emergenze ed infine il fatto che il mondo associativo e la cittadinanza si sono impegnati, ma senza una voce comune e un quadro condiviso.

Agenda Tevere è un’associazione che si ripropone di “fungere da acceleratore di cambiamento, partecipazione e assunzione di responsabilità dei cittadini”, e lo intende fare partendo proprio dal Fiume Sacro, oggi cosiderato più un impiccio per la viabilità e a volte una discarica a cielo aperto, in cui centinaia di senzatetto costruiscono catapecchie precarie schermati dagli anfratti e dalla vegetazione selvaggia che in alcune zone la fa da padrona.

Per rendere le zone limitrofe al Fiume luoghi accessibili e fruibili a tutti i cittadini Agenda Tevere propone di importare in Italia un modello testato con successo e realizzato altrove, “un piano pragmatico per ottenere risultati concreti nel breve termine e obiettivi ambiziosi nel lungo”.

In cosa consiste il progetto è presto detto: il primo obiettivo dell’associazione è il lancio dei TIBox, i team operativi di Agenda Tevere (composti da facilitatori sociali, progettisti, esperti di programmazione economica e giuristi) che si occuperanno della realizzazione di 6 progetti “prototipali”.

Eccoli elencati qui di seguito:

TIBorder, che consiste nel recupero e la valorizzazione dell’area inutilizzata attorno all’ex-fornace Mariani a Castel Giubileo (Labaro) sulla riva destra del fiume: installazione di un impianto di illuminazione off-grid nell’area di verde attrezzata auto-costruita dai cittadini del Labaro,

TIBreak, l’avvio di un programma di manutenzione e valorizzazione del Parco del Tevere alla Magliana situato sulla riva destra nel tratto della Riva di Pian due Torri: sostituzione di parte dell’illuminazione della pista ciclabile con fari orientabili che possano illuminare anche l’area del parco,

TIBeauty, la connessione del colle Aventino con le aree archeologiche lungo il fiume sulla riva sinistra nel tratto di Lungotevere compreso tra Ponte Palatino e Ponte Testaccio: realizzazione di un attraversamento pedonale ai piedi del colle Aventino,

TIBird, la riqualificazione della ex oasi wwf situata sulla riva sinistra nel tratto di Lungotevere delle Navi compreso tra Ponte Matteotti e Ponte Risorgimento: restauro e completamento del sistema di pannelli d’informazioni su flora e fauna collocati sui ponti urbani del Tevere,

TIBridge, l’attivazione dello spazio sottostante il Ponte della Musica sulla riva sinistra: realizzazione di una pista da pattinaggio sulla piattaforma esistente nell’area abbandonata già di proprietà di Poste Italiane,

TIBike, l’attivazione di un programma collaborativo per la manutenzione della pista ciclabile: installazione di una ciclo-officina nell’area Marconi sulla riva destra nel tratto del Lungotevere di Pietra Papa.

Questo solo per iniziare, restituendo parzialmente ai cittadini la possibilità di utilizzare spazi urbani lasciati al degrado ed all’incuria. “Nihil difficile volenti”, dicevano i nostri avi. Ma l’Amministrazione Pubblica lo vuole davvero?

 

Articoli correlati

*

Top