Torna libero Seferovic, il rom sospettato di essere l’autore del rogo di Centocelle

Seferovic

E’ uscito dal carcere di Torino Serif Seferovic, indiziato numero uno per la morte di 3 sorelline rom il 10 maggio scorso.

Lo ha deciso il gip del capoluogo piemontese che ha optato per questa scelta “in mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. A nulla sono valse le richieste di misura cautelare della Procura di Roma, suffragate dalle registrazioni video fatte dalle telecamere del Centro Commerciale “Primavera” a Centocelle, un quartiere di Roma Est.

Immagini in cui le Forze dell’Ordine hanno riconosciuto proprio Seferovic, lo stesso rom che si era reso responsabile del borseggio e la fuga che era costata la vita ad una ragazza cinese mesi fa, travolta da un treno dell’alta velocità mentre tentava di recuperare il maltolto.

Seferovic, a quanto sostengono gli inquirenti romani, avrebbe scagliato personalmente la bomba molotov che ha causato il rogo nel camper degli Halilovic in cui dormivano insieme ai loro parenti tre sorelline, arse vive nell’incendio.

Il ventenne rom si sarebbe reso irreperibile dal giorno seguente la tragedia, ed è stato fermato il primo giugno a Torino mentre aspettava alla stazione ferroviaria la sua ragazza (che vive in un campo rom in Sardegna) proveniente da Genova.

Seferovic si è sempre professato innocente, affermando che la notte della tragedia non si trovava in zona Centocelle ma era con l’intera famiglia in una area di parcheggio a Prati Fiscali, periferia nord della Capitale. Il suo legale, l’avvocato Gianluca Nicolini, ha richiesto l’acquisizione dei filmati relativa al campo rom in questione, registrazioni che a suo dire scagionerebbero il giovane rom.

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