Calcio: in Bosnia il triste spettacolo della lite tra Manolas e Dzeko

Bosnia

E’ stata battaglia ieri sera a Zenica, in Bosnia, in occasione della partita di qualificazione per i mondiali di Russia 2018.

In fondo un po’ ce l’aspettavamo, perché Bosnia-Grecia non è una partita qualsiasi. Ma che proprio tra i due, compagni di squadra nella Roma, scoppiasse una lite fatta di strattoni, spinte, mani al collo, proprio non era previsto.

Sarà perché c’era in palio il secondo posto del girone H di qualificazione europeo dominato dal Belgio, sarà perché la Grecia è storicamente alleata ed amica dell’odiatissima (per i bosniaci) Serbia, il match arbitrato dall’italiano Rizzoli (e finito 0-0) è stato decisamente nervoso. Con il siparietto finale della lite tra i due romanisti, causata dalla contestazione di alcuni episodi di gioco controversi, che per poco non è sfociata in rissa.

L’episodio del finale, dice Manolas, è dovuto al fatto che “ci hanno provocato dall’inizio della partita, hanno fischiato il nostro inno nazionale, è qualcosa di vergognoso. Noi siamo qui per giocare a calcio, non per fare una guerra. Tutto deve finire sul campo”.

Dopo una stagione massacrante forse sono saltati i nervi, e le vacanze di giugno arrivano in maniera provvidenziale. Il mese prossimo si riparte, ed è bene che gli animi si raffreddino in vista di ciò che attende la Roma da agosto.

 

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