Da dopodomani addio roaming nell’Unione Europea. Ma cosa cambia?

Roaming

Con la fine del roaming spariscono i costi aggiuntivi per chiamate, sms e traffico dati per chi va negli altri paesi Ue.

Dal 15 giugno arrivederci roaming. I piani tariffari su cellulari e smartphone, sia su abbonamento che a consumo, verranno applicati dagli operatori di telefonia mobile anche all’estero. Spariscono così gli immotivati sovrapprezzi che per tanto tempo hanno gravato sulle nostre tasche, e si fa un ulteriore passo verso l’unificazione sostanziale del vecchio continente.

Chi viaggerà questa estate nei 26 Paesi Ue non dovrà quindi affrontare costi addizionali quando userà il proprio smartphone. In buona sostanza, quando ci troveremo in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, verrà applicato il nostro piano tariffario.

Nessun problema nemmeno per chi andrà a Londra o in qualche altra città del Regno Unito, in quanto (nonostante la Brexit) per il momento il legislatore ha stabilito l’abolizione delle spese connesse al roaming anche Oltremanica. Resta da vedere, ma questo dipende dai negoziati per l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Ue sui quali non ci sono tempi e modalità certe, se la decisione è temporanea o definitiva. Come non sicuri nel futuro sono gli accordi individuali con alcuni Paesi extra-Ue stipulati con Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Escluse da ogni accordo sin da adesso, invece, Albania, Svizzera e San Marino, dove le spese per il roaming rimarranno.

Il 15 giugno aspettiamoci quindi di ricevere qualche Sms dal nostro gestore, nei quali verremo avvisati della fine degli extra-costi e delle potenziali modifiche al nostro piano tariffario insieme alla richiesta di rimodulazione delle opzioni addizionali che possiamo aver sottoscritto proprio per viaggiare all’estero, diventate inutili per l’Unione Europea ma ancora buone per paesi come ad esempio gli Usa.

La cessazione del roaming fa parte di una strategia di più grande respiro, quella del digital single market che si prefigge l’abbattimento delle barriere alla libera circolazione delle informazioni online. In questa idea rientra il geoblocking, a cui daremo l’addio tra 6 mesi che ci consentirà di fruire di contenuti in streaming (per esempio su Netflix o Spotify) quando ci troviamo in un altro Paese dell’Unione Europea o di fare acquisti online, ad esempio, sulla versione tedesca o francese di Amazon.

Articoli correlati

*

Top