Stadio della Roma: il vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle non ci sarà

Stadio della Roma

Strada (quasi) spianata per il progetto del nuovo stadio della Roma. Fondamentali le decisioni prese dalla Commissione dei Soprintendenti e la votazione dell’Aula Giulio Cesare.

E’ un uno-due che dà una decisa accelerazione a tutto il progetto dello stadio della Roma pensato a Tor di Valle. In primis la Commissione dei Soprintendenti “ha deciso l’archiviazione del procedimento di vincolo, sulla base di profili di illegittimità rilevati in ordine sia allo strumento normativo prescelto per l’apposizione del vincolo, sia ad elementi di contraddittorietà delle decisioni assunte nel tempo dall’Amministrazione”.

In poche parole, secondo la nota diffusa nel pomeriggio di ieri dal Mibact, la Soprintendente Margherita Eichberg (che aveva avviato l’iter per apporlo) non poteva semplicemente mettere il vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle, che quindi non ci sarà.

La decisione segue a ruota il sì dell’Aula Giulio Cesare alla delibera sulla pubblica utilità. Adesso la palla si sposta alla Regione, a cui spetta far partire la Conferenza dei Servizi non prima però della presentazione, da parte dei proponenti, del progetto definitivo “dell’ecomostro dimezzato”, come ormai viene chiamato l’elaborato dopo aver tenuto conto dei rilievi effettuati sul precedente dossier.

La “road map” che ci apprestiamo a seguire, se non ci saranno altri intoppi, sarà quindi la seguente: la Regione ha 15-20 giorni di tempo per riaprire i lavori della Conferenza dei Servizi, un periodo utile per eventuali richieste degli Enti coinvolti in merito a chiarimenti o ulteriori integrazioni progettuali. Successivamente scatteranno i 90 giorni che la legge assegna agli uffici regionali per decidere quale strada percorrere.

Si profilano tre ipotesi: aprire una nuova conferenza di servizi decisoria, approvare il progetto così com’è stato riformulato oppure, soluzione altamente improbabile, respingerlo con delle motivazioni inoppugnabili.

La patata bollente, è facile intuirlo, è passata di mano.  

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