Vaccini, Ue approva la condotta del governo italiano: “con l’obbligatorietà è sulla strada giusta”

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Per il Commissario Andriukaitis, il declino dei vaccini è “una minaccia per umanità”. Nel frattempo, la neoministra francese della Salute sta pensando di imporne 11.

La decisione del Governo italiano sui vaccini, incentrata sull’obbligatorietà per i bambini fino a sei anni, “va nella giusta direzione”. L’endorsement arriva dal commissario Ue alla salute (il lituano Vytenis Adriukaitis) il quale sostiene che “il declino delle vaccinazioni non solo è pericoloso per la salute pubblica, ma è una minaccia per tutta l’umanità perché può aprire la porta al ritorno di malattie infettive che fino a pochi anni fa erano state fermate”.

Adriukaitis, tra le tante patologie, fa riferimento al morbillo che l’Europa prevedeva di debellare nel 2015, ma che invece continua a mietere vittime in alcuni paesi dell’Ue. “E’ possibile nell’Europa del XXI secolo dover contare i morti per morbillo? Eppure dobbiamo farlo, in Romania dall’anno scorso sono stati 29” dice, sottolineando l’aspetto della scelta individuale. “Quella è per gli adulti, ma per i bambini gli Stati sono obbligati a intervenire quando si tratta di misure per la salute, come prevede anche la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, sottoscritta da tutti i paesi membri dell’Ue”.

E punta il dito contro “disinformazione e allarmismo” che “creano paure infondate”, contro le quali “vanno prese tutte le misure per aumentare la consapevolezza ma soprattutto il numero dei bambini vaccinati, e l’Italia sta andando nella giusta direzione”.

Una strada che vuole percorrere anche la Francia, ed in questo contesto la neoministra della Salute, l’ematologa Agnes Buzyn, in un’intervista ha spiegato che sta pensando di imitare l’Italia e rendere obbligatorie undici vaccinazioni. Nel Paese Transalpino esistono tre sole vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano e polio) e altre otto soltanto raccomandate, fra cui morbillo, epatite B e pertosse. “E non è tollerabile – ha sottolineato la Buzyn – che un adolescente di 15 anni possa morire per la meningite perché non è vaccinato. Ecco perché anche la Francia sta pensando all’obbligatorietà, per un tempo limitato per cominciare, che potrebbe essere di 5-10 anni”.

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