Migranti: si va verso la (tardiva) decisione dell’Italia di vietare gli approdi delle navi delle Ong

Ong

Con un ritardo di tre anni e la responsabilità di mezzo milione di migranti sbarcati, le autorità del nostro Paese stanno per dare lo stop alle imbarcazioni delle Ong.

Sono stati 12mila, i migranti sbarcati sulle nostre coste in poco più di 48 ore da 22 navi delle Ong (Organizzazioni non governative) straniere. Ed hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso della decenza e della sopportazione, convincendo un po’ tutti della logicità di idee che fino a qualche mese fa erano bollate come “razziste”.

L’Italia è pronta a vietare l’approdo nei propri porti alle navi delle Ong, questo è quanto è stato detto a Bruxelles da Maurizio Massari, ambasciatore dell’Italia presso la Ue, al commissario europeo degli Affari interni Dimitri Avramopoulos. “L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi di Ong per ragioni di sicurezza nazionale”, ha comunicato il diplomatico, facendo notare la gravità del momento che ha influito sulla decisione del ministro dell’Interno Marco Minniti di sospendere l’altro giorno il suo viaggio negli Stati Uniti.

L’ultimatum ha finalmente trovato terreno fertile in quasi tutti gli schieramenti politici di casa nostra, con qualche punta di ironia di Lega e M5S. Il Carroccio, per bocca di Calderoli, ha commentato la ventilata decisione del Governo di chiudere i nostri porti alle navi straniere che raccolgono immigrati in modo da costringerle a sbarcarli altrove: “A questa normale decisione si doveva arrivare nel 2014: a quest’ora avremmo accolto mezzo milione di immigrati in meno”. Il pentastellato Luigi di Maio, invece, ricorda che “fino a quando lo dicevamo noi tutti contro. Oggi invece è lo stesso Governo che sta valutando di negare l’approdo nei porti italiani. Meglio tardi che mai”.

Ma l’endorsement all’iniziativa governativa arriva anche da parte di chi non ti aspetteresti mai. Tipo il premier Gentiloni, che ha ribadito come “alcuni Paesi devono smettere di girare la faccia dall’altra parte su questo problema” o il Presidente Mattarella, che ha ammonito: “se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro. Il fenomeno migratorio va governato assicurando contemporaneamente la sicurezza dei cittadini”.

Il commissario Avramopoulos Ue ammette: “la situazione dell’Italia è insostenibile. Non si può lasciare una manciata di Paesi a gestire l’emergenza”. La certificazione che il nostro Paese è sull’orlo del precipizio, ad un passo dal caos, è arrivata. La scusa di accogliere a tutti i costi masse di disperati in pericolo di vita (quando è invece la loro esistenza ad essere messa a repentaglio da loro stessi, affrontando un pericolosissimo “viaggio della speranza”) è miseramente crollata.

L’Italia pensasse a difendere e pattugliare le propria acque territoriali, limitandosi a prestare con cibo e medicine aiuto in mare a migliaia di disperati. Che sarebbero felici se l’UE dirottasse gli ingenti fondi stanziati per loro verso programmi utili a rendere vivibili le aree da cui stanno scappando.

 

 

Articoli correlati

*

Top