La Bonino ammette: “l’Italia chiese che tutti gli sbarchi avvenissero qui”

Emma Bonino ha rilasciato delle dichiarazioni illuminanti all’Assemblea Generale di Confartigianato che si è tenuta a Brescia.

Come darsi la zappa sui piedi, ammettendo anni dopo di aver implicitamente fatto una cavolata. L’intervento della Bonino assume un valore particolare, alla luce di quello che sta accadendo in questi giorni: prima il secco “no” proferito da Francia e Spagna, che ha respinto l’idea di mettere a disposizione i porti di Marsiglia e Barcellona alle navi delle Ong cariche di migranti, poi la legittima decisione dell’Austria di mandare l’esercito al Brennero per presidiare la frontiera meridionale.

Davanti a queste decisioni i nostri politici hanno deciso di frignare, ma per loro sfortuna Emma Bonino gli ha ricordato che nel 2014 furono proprio loro a chiedere che la cabina di regia per gestire gli sbarchi fosse stabilita a Roma e gli approdi avvenissero esclusivamente in Italia. Un accordo suicida preteso da chi allora governava, per garantirsi (dietro motivazioni filantropiche) i fondi elargiti dalla UE a favore dei migranti.

 

Il bello è che mentre gli altri Paesi Europei cercano di tutelarsi noi continuiamo a battere cassa, pretendendo ulteriori stanziamenti che l’Europa è restia a concederci per via delle nostre numerose inadempienze in merito al censimento dei migranti ed alla loro gestione.

Che sia poi la Bonino a dire che le migliaia di disperati che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste sono indispensabili per contrastare il calo demografico della nostra società si posiziona tra il comico e l’incoerente. Per capirlo basterebbe rendersi conto di come lei stessa si approcciava al delicato tema dell’aborto negli anni ’70, e l’opinione pubblica coglierebbe al volo il concetto che chi rema contro, chi non tutela gli interessi nazionali, si trova proprio dentro casa nostra, magari comodamente seduto in Parlamento.

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