Calcio,Tavecchio ne è convinto: “sì alla lap dance negli stadi”

Condivisibile nella sostanza, inaccettabile nella forma: il presidente della Figc Carlo Tavecchio non si smentisce mai.

Concetti spesso moderni espressi in modo veramente antico, in stile Prima Repubblica. Il presidente della Figc Carlo Tavecchio torna a far parlare di sè per un intervento ai limiti della gaffe in commissione Antimafia.

“Gli stadi – ha detto Tavecchio – non sono più gli ambienti dove giocare solo a calcio, secondo le ultime prerogative. Gli stadi devono vivere, negli stadi ci deve andare il supermercato, la farmacia, la lap dance, ci deve andare l’incontro con la politica, si deve fare attività sociale. Allora, uno stadio con queste prerogative, altro che controllo deve avere. Il lunedi o il martedi  si fa una manifestazione con cinquanta persone che vanno a sentire il deputato che parla, oppure vanno a giocare una partita di carte, si può portare dentro qualsiasi cosa si voglia, ma qui abbiamo la responsabilità della società, e quindi come si fa a pensare di togliere la responsabilità oggettiva che ancora in questo momento è il cardine che ci dà delle garanzie? Se la togliamo abbiamo finito”.

 

 

La lap dance negli stadi? Ma Tavecchio sa cos’è realmente la lap dance? Perchè se pensa che questa pratica rientri nelle attività sociali, come d’altronde una partita a briscola tra amici, è tutto dire. Come commentare poi la “manifestazione con cinquanta persone che vanno a sentire il deputato che parla”, un residuo duro a morire di un modo di fare politica sorpassato? Ma qualcuno che curi la sua comunicazione verso l’esterno, esiste?

Perchè in fondo, sentendo tutto il suo intervento, Tavecchio non avrebbe tutti i torti. Depotenziare la responsabilità oggettiva delle società sugli impianti significherebbe allentare il controllo su strutture che da anni sono pensate non come “cattedrali nel deserto” ma come luoghi dove trascorrere del tempo anche durante la settimana, quando il calcio non è attivo. Da questo consegue quindi la necessità di impedire ogni tipo di infiltrazione della criminalità organizzata.

Tavecchio voleva esprimere questo concetto, ma il modo con cui ne ha parlato si aggiungerà alle gaffe prodotte in passato quando parlò del calcio femminile o dei giocatori africani.

 

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