La capotreno ne dice quattro all’immigrato: “Avete pregiudizi su di noi”

Finalmente qualcuno che parla apertamente. In un video una capotreno è lo specchio della brusca virata ideologica degli italiani.

In questi ultimi giorni ne abbiamo visti di tutti i colori: immigrati che girano nudi per le nostre città, gente di colore che spaccia e si giustifica dicendo (come se fosse una nostra decisione, e quindi siamo ricattabili) che da noi non c’è lavoro, migranti che affermano che l’Italia è sporca e c’è la mafia (bella scoperta, complimenti).

Dal canto suo Renzi, folgorato sulla via di Damasco e desideroso di rialzarsi dopo l’ultima batosta elettorale, si accorge allora che non possiamo accogliere tutti coloro i quali sbarcano sulle nostre coste, si rende conto che gli italiani sono stufi di tanto degrado ed insicurezza e fa suo un pensiero che già da un pezzo dicono in molti, e tra i tanti c’è Matteo Salvini.

Il leader della Lega Nord, sull’onda lunga della figuraccia di Renzi che ha scopiazzato paro paro alcune sue dichiarazioni sugli aiuti nei Paesi africani, ha postato sul suo profilo Facebook un filmato che vede come protagonista una capotreno ed un immigrato.

 

 

Il video mostra una dipendente delle Fs discutere con un immigrato, il quale le ha esibito come titolo di viaggio un abbonamento che però non era intestato a lui. “Legga bene cosa c’è scritto nelle note. Legga, legga lei”, lo esorta la capotreno. “Vede che la sua è una contestazione inutile? Vale con documento di identità. Adesso chiamo la Polfer”.

Alle spalle della combattiva capotreno due immigrati (immaginiamo sprovvisti di titolo di viaggio) preferiscono alzarsi e squagliarsela mentre lei, non paga della delucidazione fornita, aggiunge: “Dovete finirla di avere problemi con noi, perché siete i primi ad avere pregiudizi nei nostri confronti”.

Salvini ha proposto di dare una medaglia a questa donna, ma noi siamo in completo disaccordo: ha fatto solo il suo dovere. Mettendo però in risalto una tendenza molto in voga tra chi dice di scappare da posti inospitali, e cioè quella di fare i furbi, di cercare commiserazione, di pensare che a loro tutto sia concesso e di non rispettare le regole che sono in vigore qui da noi: in poche parole non si sognano nemmeno lontanamente di integrarsi.

Si potrebbe facilmente obiettare che anche tanti italiani fanno i furbi non pagando il biglietto, ma non è così (buttandola “in caciara”) che si risolvono i problemi. Noi, di problemi, siamo pieni, e a furia di aggiungerne altri rischiamo il collasso di questo fragilissimo equilibrio che non si sa come riesca a stare ancora in piedi.

Forse gli italiani stanno scoprendo a mano a mano cosa sia la legalità, il rispetto, la civiltà. E si accorgono che i pregiudizi dei quali alcuni di loro si nutrono sono poca cosa, rispetto a quelli di altri che pretendono di fare il comodo loro in casa di altri.

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