Gentiloni mette in soffitta lo “Ius Soli” (almeno fino a questo autunno)

Gentiloni

Il premier Gentiloni ammette la mancanza delle condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva.

“Tenendo conto delle scadenze non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo – ha affermato il premier Paolo Gentiloni – ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva. Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”. Come dire che per il momento non se ne fa nulla, poi si vedrà.

La maggioranza ha capito che cavalcare il cavallo dello “Ius Soli” è una scelta perdente, una decisione che un Governo del genere non può e non deve prendere, in quanto non rispecchia la volontà della maggioranza dell’opinione pubblica italiana.

Gentiloni tenta così di smarcarsi e confida nel tempo, capace di raffreddare una patata veramente bollente. Lega e movimenti sovranisti, invece, cantano vittoria. E si prendono giustamente il merito di aver sventato l’approvazione di una norma suicida.

Lo “Ius Soli” è attualmente troppo connesso all’emergenza sbarchi (ma si può parlare di “emergenza”, per un fenomeno che va avanti da anni? ndr) ed il Pd, che continua a ritenerlo un obiettivo importante, si becca le critiche di alcuni suoi appartenenti e di qualche alleato, per i quali il rinvio è un “palese arretramento” ed un “cedimento culturale alla propaganda della destra”.

In autunno, forse, torneranno alla carica. Ma per il momento il pericolo è passato.

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