L’autore de “le più belle frasi di Osho” ci spiega perché Facebook ha bloccato la sua pagina

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Abbiamo intervistato Federico Palmaroli, e gli abbiamo chiesto il motivo di questa decisione (temporanea) presa da Facebook.

Lo contattiamo al cellulare, incuriositi da un post pubblicato su Facebook pochi giorni fa. “Scusate l’assenza forzata dell’ultima settimana – c’è scritto – ma a chi si professa depositario di alcuni insegnamenti del “Nostro”, sembra essere sfuggito proprio uno di quelli più importanti: non prendersi troppo sul serio (Be a joke unto yourself)”. Tra i commenti di alcune tra le 625mila persone che seguono la pagina (che esiste da due anni e mezzo) leggiamo poi l’amaro annuncio di Palmaroli che informa: “non trovate più molte vignette. Anzi moltissime”.

Federico, cosa è successo?

E’ accaduto che chi si dichiara detentore dei diritti d’autore dei video e delle foto (ma per queste ultime è impossibile verificare con precisione) di Osho ha segnalato la pagina per una presunta violazione del copyright. Segnalazione che ha comportato il blocco de “le più belle frasi di Osho” per due volte nell’arco della stessa settimana.

Ti aspettavi una misura così estrema?

In passato è accaduto qualche volta di togliere delle immagini che riguardavano Osho (Rajneesh, mistico e maestro spirituale indiano scomparso nel 1990, ndr) dalla pagina. Immagini che d’altro canto comparivano in tanti siti e libri a cui non è stato detto nulla in merito alla loro pubblicazione. Ritengo che la segnalazione, per quanto legittima se si trattasse di violazione di copyright, sia obiettivamente pretestuosa in relazione ai contenuti della mia pagina. Se avessi fatto una pagina di contenuti seri di Osho e avessi “rubato” le stesse foto, di certo nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare.

Può aver dato fastidio l’aver associato alle foto didascalie (tra l’altro argute, intelligenti e per nulla offensive) in romanesco? 

Può anche darsi. Quello che è certo è che non è mai stata mia intenzione offendere qualcuno, anzi. Il successo che in questi tempi riscuotono i libri incentrati sul pensiero di Osho è in parte merito della visibilità conferitagli dalla mia pagina Facebook. E su questa esiste la mia disponibilità a postare contenuti propri di Osho, a testimonianza del rispetto nei suoi confronti.

Ultimamente hai spostato la tua attenzione su personaggi come Gentiloni, Trump e Macron. E’ il sintomo dell’esaurimento della tua vena creativa riguardo Osho?

Macché. Purtroppo il motivo va ricercato in queste ultime richieste indirizzate verso la tutela di un presunto diritto d’autore. Mi muovo con i piedi di piombo, le idee ci sarebbero pure…

Salutiamo Federico e pensiamo a quanto il concetto del copyright sia stato sorpassato con l’avvento di Internet. L’ideatore della pagina “le più belle frasi di Osho”, inoltre, non si è mai avvalso di immagini che recavano la manifesta proprietà delle stesse, certificata per esempio da una scritta in filigrana.

Motivi legati al denaro? Difficile crederci, dal momento che sarebbe un gesto di una incoerenza palese, quello di dirsi profondamente spirituali ed alla fine prendersi troppo, e materialmente, sul serio. Forse chi ha innescato il processo con cui è stata segnalata a Facebook la pagina è stato qualcuno a cui non è andata a genio l’appartenenza politica di Palmaroli, mai tenuta nascosta e bersaglio di chi invita a leggere i post de “le più belle frasi di Osho” a testa in giù.

Se così fosse, a lui andrebbe il nostro biasimo e la nostra commiserazione, dal momento che in Italia proprio non si riesce ad andare oltre le simpatie politiche e a riconoscere ad uno spazio come questo, che fa sorridere e pensare, il giusto apprezzamento.

 

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