Mafia Capitale, emessa la sentenza presso l’aula bunker di Rebibbia

Mafia Capitale

Ecco il verdetto su Mafia Capitale che tutti aspettavano, pesanti le condanne inflitte.

Il tribunale di Roma ha condannato Salvatore Buzzi a 19 anni di reclusione al termine del processo a Mafia Capitale, 20 anni per Massimo Carminati, 11 per Luca Gramazio. Cade l’accusa di associazione di stampo mafioso a 19 imputati tra cui i presunti capi Carminati e Buzzi. Per l’ex capo dell’assemblea Capitolina Mirko Coratti (Pd) la corte ha deciso una pena di 6 anni di reclusione. Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi. Undici anni per il presunto braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia e 10 per l’ex Ad di Ama Franco Panzironi.

La sentenza per l’inchiesta Mafia Capitale è stata il temporaneo epilogo di una vicenda iniziata nel 2014 e piombata come uno tsunami su Roma. Il processo, iniziato il 5 novembre del 2015 e terminato le settimana scorsa, si era concluso con l’abnorme richiesta da parte della pubblica accusa di 500 anni di condanna nei confronti dei 46 imputati.

Mentre i giudici della X sezione penale erano in camera di consiglio l’aula bunker di Rebibbia si andava man mano ad affollare di legali, familiari dei 46 imputati e decine di giornalisti accreditati per seguire la fine di un processo che si è sviluppato in 230 udienze.

Carminati e Buzzi, hanno assistito alla lettura della sentenza in videoconferenza. Un verdetto fino all’ultimo incerto, dal momento che tra gli addetti ai lavori è serpeggiato fino alla fine il dubbio se la Corte avesse riconosciuto l’associazione di stampo mafioso o invece derubricasse il tutto ad una semplice associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Carminati aveva dichiarato al fratello Sergio un paio di settimane fa che gli avrebbero dato il massimo della pena. “Mi condanneranno sicuramente a 28 anni, non ho dubbi. Dopo quello che hanno messo in piedi per tre anni e mezzo, come vuoi che vada?”. Un processo mediatico a tutti gli effetti, secondo il fratello minore, “è ridicolo, Massimo sta ancora pagando le cose degli anni ’80. Non mi aspetto nulla oggi, lo condanneranno a 28 anni e due mesi”. 

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