Torino: nelle mense scolastiche approda il menù vegano

Torino

La giunta comunale di Torino, guidata dalla pentastellata Chiara Appendino, compie il primo passo per una città “vegan friendly”.

Più che di una vera e propria rivoluzione, quella di Torino rappresenta l’inizio di una riforma alimentare. E’ stato deciso, infatti, che per un giorno al mese tutti i bambini che mangeranno nelle mense scolastiche delle elementari (sono circa 25mila) non si alimenteranno con proteine animali, e l’unica concessione sarà l’eventuale parmigiano sulla pasta.

Un menù sì vegan ma allo stesso tempo invitante, che prevede il secondo venerdì dei mesi invernali penne al pomodoro, lenticchie in umido, insalata di carote, pane e ananas. Nei mesi più caldi, invece, riso e piselli, fagioli in insalata, insalata mista con carote e peperoni e mix di frutta di stagione.

L’iniziativa è stata pensata dall’amministrazione comunale per diversificare ed ampliare l’offerta delle mense scolastiche e proporre ai bambini nuovi modelli alimentari, magari diversi da quelli a cui sono abituati in famiglia.

Nel quadro della stessa iniziativa, inoltre, a settembre arriveranno (anch’essi una volta al mese) menù regionali che prevedono l’introduzione di nuovi piatti: linguine al pesto, pasta all’amatriciana, polenta con salsiccia.

Questa non deve affatto rappresentare una sorpresa. Chiara Appendino, infatti, aveva già anticipato nel suo programma di governo (presentato alla città subito dopo il suo insediamento) una parte che comprendeva “la promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale”, non celando l’intenzione di voler fare di Torino una città “vegan friendly”. Il far partire nelle scuole “progetti didattici sulla tutela, sul rispetto degli animali e sulla corretta alimentazione in collaborazione con le associazioni animaliste, medici nutrizionisti, organi di politica ed esperti di settore”, non è da considerarsi quindi una novità.

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