UGL: Capone è iscritto al FABI o all’Ugl Credito (che non esiste più)?

Ormai scrivere sulle cose assurde che accadono in Ugl è come sparare sulla Croce Rossa in tempo di guerra. Infatti, le strane e poco edificanti vicende di quello che una volta veniva considerato, a ragione, il quarto polo sindacale italiano, non fanno più notizia.

Se non per il fatto che, purtroppo, interessano e coinvolgono ancora qualche migliaio di associati che, nonostante tutto ciò che è accaduto (di negativo) all’interno di quell’organizzazione, tengono duro e cercano ancora di credere in qualcosa che ormai non esiste più.

L’elenco di quanto è successo in questi ultimi tre anni è lunghissimo, dalle vicende giudiziarie, peraltro ancora non definitivamente risolte, sull’elezione di Paolo Capone alla segreteria generale, alle (immotivate e ingiuste) espulsioni di persone che hanno fatto la storia del sindacato buttate fuori solo perché non in linea con i desiderata di chi, come ha più volte affermato il tribunale di Roma, ha violato lo Statuto confederale, alle risse interne con tanto di svenimento di Renata Polverini. Che nel frattempo è stata a sua volta non espulsa, ma dichiarata decaduta dall’Ugl in quanto rappresentante di un’associazione datoriale.

In questi quattro anni tante altre cose, raccontate in modo circostanziato dall’Ultima Ribattuta, sono accadute al punto che tantissimi dirigenti nazionali e locali sono stati costretti a dimettersi per protestare contro un modus operandi di Capone & Co. che non trova precedenti simili nella storia del sindacato erede (a parole) dei valori della Cisnal.

L’Ugl ultimamente ha perso la rappresentatività nel settore del pubblico impiego e nel settore bancario, una volta punta di diamante dell’organizzazione. 

Dall’Ugl Credito provenivano Stefano Cetica, già segretario generale e poi sodale della Polverini anche in questa ultima avventura dell’Esaarco che pare non stia andando molto bene.

Dall’Ugl credito proviene anche Paolo Capone, dipendente di BNL e fruitore del distacco riconosciuto alla sua organizzazione prima dell’accordo con ABI che prevede il raggiungimento almeno del 5% di tesserati per essere ammessi al tavolo delle trattative e godere dei benefici sindacali.

Ora, appunto, l’Ugl Credito è ben lontana dal raggiungimento di questo 5%, essendo la sua rappresentatività nel 2016 dell’1,3%, e pertanto ha giocato la carta di un accordo con il più grande sindacato autonomo del settore bancario, il FABI.

L’accordo prevederebbe la confluenza in una “zona franca” del FABI di tutti gli iscritti all’Ugl “che aderiranno al FABI” e il mantenimento di alcuni distacchi (fino a quando?). 

In poche parole succederà che l’Ugl credito dal prossimo settembre “risulterà azzerata o con un numero insufficiente di iscritti (minimo tremila) per avere permessi sindacali o il 5% di rappresentanza per sedersi al tavolo delle trattative”.

Questo si evince in un comunicato della federazione Uil Credito e assicurazioni che risponde ad una comunicato di un dirigente nazionale dell’Ugl che afferma che anche con l’ingresso in FABI “in Ugl credito non cambierà nulla”. Ha ragione la Uil.

Infatti, l’Ugl credito a seguito di questo accordo con FABI, scomparirà dalla scena sindacale e confluirà in un altro sindacato. 

Ora, come direbbe il bravo Pazzaglia, la domanda sorge spontanea: Paolo Capone iscritto alla Ugl credito diventerà associato del FABI?

Se questo avverrà vuol dire che il FABI avrà prestato il segretario generale all’UGL altrimenti non essendoci più l’Ugl credito lo stesso Capone risulterebbe non associato e quindi in ambedue i casi decadrebbe dal suo incarico. 

Da verifiche effettuate da fonti attendibili sembrerebbe, invece, che Capone risulterà un associato che versa i contributi “brevi manu” come un clandestino che non vuol far sapere al suo datore di lavoro a quale sindacato è iscritto.

Cosa unica nel suo genere e offensiva nei confronti di quei pochi (ma sempre di qualche migliaio di persone parliamo) lavoratori che subiscono ritorsioni sui posti di lavoro a causa della loro appartenenza ad un sindacato che ormai è in via di estinzione.

Alla luce di tutto ciò Capone non ritiene nemmeno di riunire i suoi organi interni per discutere di questa grave situazione venutasi a creare all’interno dell’organizzazione. 

Vi sono poi focolai di protesta anche sul territorio rispetto alla mancata erogazione di contributi dovuti alle federazioni provinciali da parte delle UTL o di decisioni del collegio dei probiviri che non vengono rispettate.

Insomma il caos regna sovrano in via delle Botteghe Oscure e Capone dà l’impressione di non riuscire a governare la barca, ma come faceva l’orchestrina del Titanic che mentre la nave affondava continuava a suonare, così lui continua a dire che l’Ugl è il quarto sindacato italiano e che all’interno tutto va a meraviglia.

Anche sotto l’aspetto politico sembra che il tentativo di avvicinarsi alla formazione di Giorgia Meloni sia fallito. E allora perché non provare con Gianni Alemanno e Francesco Storace? 

Alla fine in via delle Botteghe Oscure non sanno più che pesci pigliare e, se come si mormora negli ambienti politico-sindacali, l’anno prossimo si cercherà di trovare anche un parametro per misurare la rappresentanza anche nel settore privato. Allora le cose peggioreranno.

Intanto dobbiamo registrare che anche l’Enas, il patronato dell’Ugl, oltre a non aver superato la soglia minima dell’1,50% per continuare a ricevere i contributi dal ministero del lavoro sembra sia ancora una volta indietro con il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Di questo passo non scompare solo l’Ugl credito o l’Enas, ma anche la sigla Ugl. Portandosi dietro una storia sindacale che non meritava questa fine e come sul Titanic l’orchestrina continua a suonare mentre i passeggeri-iscritti affogano nel mare in tempesta.

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6 Commenti

  1. danilo rossi said:

    Che la Ugl Credito sia stata costretta a un accordo con la Fabi è dovuto non ai problemi interni in cui Visconti ed altri traditori sguazzano, menagrami e vigliacchi che con l’Ugl ci hanno vissuto e poi, in pensione, tifano per la sua distruzione, ma è dovuto al diktat dell’Abi, che su incarico dei governi sinistrati e con l’avallo dei sindacati più grandi, ha imposto la soglia del 5%. Come noto ciò stride con la legge 300 (statuto dei lavoratori) ed è un vulnus dei diritti sanciti dalla Costituzione. Ma si sa, eliminare le voci dissonanti è la missione storica dei “padroni”. E l’ultima ribattuta è con loro. Complimenti. Tecnicamente l’alleanza tra Ugl Credito e Fabi è piuttosto chiara, ma o non la conoscete o vi piace fingere di non aver capito. Una cosa è certa, senza questo capestro del 5% l’Ugl Credito sarebbe viva e vegeta con tutti i suoi dirigenti al loro posto. Purtroppo quando si è trattato di rischiare ed avere le palle, i peggiori e i corruttibili se ne sono andati, alimentando di “notizie” il vostro orribile foglio. Questa è l’unica verità, il resto è solo rabbia, astio e veleno. Spero vi torni come un boomerang.

  2. Giuseppe said:

    UGL SU MARTE
    “Ugl viva e forte”? Forse, ma in una fiction che potrebbe intitolarsi “Ugl su Marte”. Ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate se la situazione non fosse tragica, sia per lo scampolo degli iscritti al morituro sindacato sia per gli ultimi Mohicani-sindacalisti di base che ne vedranno sicuramente delle brutte a brevissimo termine. E per restare solo alla Ugl Credito (senza prendere in considerazione i disastri nelle altre federazioni), quest’ultima federazione (un tempo fiore all’occhiello della Confederazione di Botteghe Oscure) è talmente “viva e forte” che, per non affogare tra i marosi della sua rappresentatività sindacale ridotta ai minimi termini, si è dovuta rapidamente trasformare in formato solubile. Si è in buona sostanza liquefatta (qualcuno la chiama eufemisticamente “affiliazione”) nella FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani). Si tratta di quella sigla così combattiva e attenta ai problemi dei lavoratori del Credito, che recentemente il suo segretario generale ha tessuto le lodi del presidente dell’ABI Antonio Patuelli, elogiandone il suo “europeismo convinto” (sic!), la sua “condivisione con il sindacato della difesa dei posti di lavoro” in banca (peccato però che, regnante Patuelli, la cura dimagrante in atto stia praticamente dimezzando i posti di lavoro nel settore del credito), ecc. ecc. Un vero e proprio panegirico da “campagna elettorale” da parte sindacale per la riconferma di questo banchiere “rivoluzionario” alla guida dell’Associazione padronale delle banche. Tra pacche sulle spalle, provvidenziali “concertazioni” e accordi capestro, pare udire da lontano il vecchio ritornello: “Facite ammuina”.
    Sicuramente, alla fine della sua pista, l’Ugl Credito ha fatto la “scelta” a lei più consona. Non poteva che essere qui il suo naturale ricettacolo, quello che forse garantirà (?) ancora qualche boccata d’ossigeno (leggi distacchi sindacali) agli ultimi sopravvissuti tra i gerarchi sindacali, prima dell’ora della dipartita.
    Nel frattempo Corridoni, la “partecipazione” e il cd. “sindacalismo nazionale”, tirati sempre in ballo all’occorrenza per la gioia degli utili idioti, possono aspettare.

  3. Massimo Visconti said:

    Signor Marco evidentemente lei non legge attentamente. Mi dica solo se Capone versa il suo contributo sindacale brevi manu o con delega al Fabi? Conosco perfettamente il sistema delle affiliazioni e constato che non è il Fabi che si è affiliato all’Ugl ma il contrario. Domandina: lo sa che Ugl credito non avrà più permessi sindacali se non quelli”concessi” dal Fabi? Lo sa che Ugl credito non aavrà più titolo a sedersi al tavolo delle trattative? Come la chiama se non SPARIZIONE? Vede se lei è convinto che l’Ugl er viva e forte si tenga questa distorta convinzione e ci spieghi perché deve a ffiliarsi e purché ha perso la rappresentatività nel pubblico impiego. Vada lei al mare ma stia attento al sole.

  4. Marco said:

    Visconti ma vada al mare e si goda un periodo di ferie. Non conosce neanche il fenomeno delle affiliazioni. Capone è il segretario dell’Ugl si metta l’anima in pace. È quasi due anni che racconta sempre la stessa storia. Ugl è viva e forte.

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