Allarme sangue, è concreto il rischio di finire le scorte in autunno

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Senza nuovi donatori di sangue sono in pericolo i pazienti cronici e gli interventi chirurgici programmati dopo l’estate.

Mancano quattro mesi e mezzo alla fine ma il 2017 è già un “annus horribilis” per la raccolta sangue in Italia, complici i terremoti che hanno squassato Lazio, Marche e Umbria, l’ondata di influenza ed ora il caldo.

Alle emergenze gli italiani hanno risposto, ad esempio, con donazioni triplicate dopo le prime scosse (oltre 10.600 sacche di sangue in pochi giorni). Peccato che quello raccolto “scada” comunque dopo 42 giorni, limitando così quella generosità e trovandosi sforniti a inizio estate, stagione in cui c’è una carenza cronica.

Secondo il Centro Nazionale Sangue, a giugno-luglio 2016 le richieste erano quasi 6mila, mentre nello stesso periodo del 2017 oltre 12mila. Da qui la preoccupazione per l’autunno: senza nuovi donatori, sono a rischio i pazienti oncologici, gli anemici ma anche gli interventi chirurgici programmati.

A sottolinearlo è Gina Zini, responsabile del Servizio emotrasfusione del policlinico Gemelli di Roma, dove ogni anno si raccolgono circa 10mila unità di sangue a fronte di un fabbisogno di 20mila.

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