Whatsapp vuole diventare una banca: la sfida dei pagamenti digitali

WhatsApp

Il colosso di Zuckerberg vuole emulare il servizio offerto da WeChat in Cina. Tutti gli utenti potranno inviare denaro a tutti i loro contatti tramite Whatsapp

Che fosse solo una questione di tempo già lo sapevamo. Le prime indiscrezioni sono cominciate a circolare lo scorso aprile sul quotidiano indiano The Ken, ma alla fine non se ne fece nulla. Questa volta invece, il colosso di Mark Zuckerberg sembra fare sul serio: Whatsapp è sempre più vicina all’introduzione dei pagamenti elettronici via chat.

Nell’ultima versione beta di Android, disponibile solo per gli sviluppatori, sarebbe stato introdotto il supporto “payments”. Secondo le indiscrezioni, questo innovativo sistema di pagamento permetterà a tutti gli utenti di scambiarsi denaro via chat. Tutti i soldi verranno traferiti tramite Upi (Unified payments Interface) da banca a banca.

In Cina un servizio molto simile è già offerto da WeChat, ma l’app di messaggistica più utilizzata al mondo non ha alcuna intenzione di emulare il colosso cinese. Zuckerberg ha in mente una vera e propria rivoluzione. La scia da seguire è quella delle altre applicazioni (sempre della “galassia Zuckerberg”) appena sbarcate negli Stati Uniti d’America: Facebook Messenger e Apple Pay su tutte. Sempre secondo le indiscrezioni, il nuovo servizio “payments” dovrebbe essere lanciato in India già nei prossimi mesi. Al momento, non si hanno ulteriori indizi a riguardo.

Meno di una settimana fa, Whatsapp ha raggiunto il traguardo di un miliardo di utenti giornalieri (1,3 miliardi su base mensile). Ogni giorno, gli utenti della “galassia verde” si scambiano 55 miliardi di messaggi, con la bellezza di 4,5 milioni di foto e 1 miliardo di video condivisi. E se Whatsapp dovesse veramente introdurre i pagamenti via chat, il colosso di Zuckerberg potrebbe assumere in pochissimo tempo le dimensioni di una banca, sempre WeChat permettendo.

Ma c’è un piccolo problema. Gli esperti dibattono e discutono sulla totale assenza di regole. Quello dei pagamenti via chat è un universo ancora vergine, e quindi soggetto a lacune legislative piuttosto importanti. E forse l’unica differenza col sistema bancario è proprio questa. I rischi di riciclaggio e del finanziamento al terrorismo sono sempre dietro l’angolo, e proprio per questo dalle parti di Menlo Park continuano a predicare calma.

I numeri ci sono, le speranze degli utenti anche. E allora, non ci resta che aspettare.

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