Milano: a via Montenapoleone va in scena l’arroganza più profonda

Milano

Nella strada dello shopping di lusso un uomo ha parcheggiato la sua Ferrari in un posto per disabili, aggredendo il papà di un ragazzo portatore di handicap.

“Io me ne frego di te e della polizia”, ha risposto al padre di un disabile risalendo sulla sua auto sportiva e sgommando via, un imprenditore 59enne di Milano residente in Svizzera. Un episodio che ha lasciato di stucco chi ha assistito alla scena, ed ancor di più il padre di un portatore di handicap che tentava di parcheggiare negli appositi stalli munito di regolare permesso.

Il teatrino ha avuto luogo due giorni fa in via Montenapoleone, la strada del centro di Milano che rappresenta il cuore pulsante del quadrilatero della moda. Lì il proprietario di una FF Coupè blu non ha trovato di meglio da fare che posizionare la propria auto a cavallo di due spazi dedicati ai disabili. Quando sono arrivate puntuali le legittime rimostranze di un avente diritto, l’uomo lo ha spintonato davanti a suo figlio per poi ripartire a tutta velocità.

I passanti hanno annotato la targa svizzera dell’auto sportiva e l’hanno comunicata alla Polizia, che è riuscita a risalire al proprietario che risulterebbe essere un imprenditore milanese residente a Lugano. Il suo nome richiama una storia fatta di precedenti per lesioni, minacce, percosse e oltraggio a pubblico ufficiale. Non potrebbe guidare, perché la patente gli è stata revocata (come il porto d’armi), anche se da un paio d’anni ha una licenza di guida svizzera. E proprio da Lugano partono altre tracce che portano nel mondo grigio della finanza internazionale: il nome dell’imprenditore e di un paio d’aziende a lui collegate (con sede alla Isole Vergini britanniche) compaiono infatti nei “Panama papers”, il gigantesco archivio dello studio legale panamense “Mossack Fonseca” che per decenni ha creato e gestito decine di migliaia di società offshore in cui sono confluiti patrimoni e ricchezze da mezzo mondo.

Sarebbe lui il protagonista di questa storia di ordinaria inciviltà ed arroganza in cui a farne le spese sono sempre i più deboli. L’unico lato positivo della faccenda, se proprio vogliamo trovarne uno, è che il tizio in questione abbia perlomeno tentato di parcheggiare il suo bolide senza ricorrere alla doppia fila.

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