Rugby: la favola di Ian McKinley, il giocatore con un occhio solo

occhio

E’ stato convocato dal ct azzurro Conor O’Shea per i test match dell’Italia, il rugbista rimasto cieco da un occhio a causa di un incidente di gioco.

Una storia a lieto fine per Ian McKinley, rugbista nato a Dublino 27 anni fa ma naturalizzato ed ora in forza alla Benetton Treviso, chiamato oggi a far parte per la prima volta della Nazionale italiana nei 3 test match in programma a novembre.

Il ct Conor O’Shea gli ha dato fiducia, non tenendo conto della menomazione all’occhio sinistro dopo il grave incidente di gioco occorsogli nel 2010. Il fattaccio si svolse ai tempi del Dublin College, quando un tacchetto della scarpa di un compagno gli entrò nel bulbo oculare.

Nonostante un’operazione, si ritrovò con il 50% di visione che non gli impedì di tornare a giocare nel Leinster e nella nazionale under 20 irlandese. Ma dopo altri tre delicatissimi interventi McKinley perse completamente la vista all’occhio sinistro. A quel punto si ritirò ed inaugurò una (breve) carriera da allenatore del minirugby a Udine.

Le molle che lo fecero tornare in campo furono gli incitamenti del fratello ed una petizione su Change.org, con la quale riuscì a reperire i fondi necessari a farsi approntare un paio di occhiali speciali dall’azienda Raleri di Bologna. Che, una volta approvati dalla federazione internazionale, gli consentirono di ricominciare a giocare. Il passo dalla serie C italiana al Treviso fu compiuto in due anni ed il prossimo mese McKinley, già pre-convocato (senza scendere in campo) per le partite di giugno della Nazionale, condividerà il ruolo di mediano di apertura con Carlo Canna nei test match che l’Italia disputerà con Fiji, Argentina e Sudafrica.

“La mia storia, il brutto incidente e il ritorno in campo”, ha dichiarato Ian, “devono servire da esempio ai giovani: non mi sono arreso, si può sempre ricominciare”. Nothing is impossible, una volta ancora.

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