Si prevedono tempi duri, per i “furbetti” di Sky e di altre Pay Tv

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Il “card sharing” delle tessere Sky non è consentito: facciamocene una ragione, dal momento che anche la Cassazione si è espressa in tal senso.

Si rischia grosso, se non si intende pagare Sky ed avvelersi allo stesso tempo dei suoi servizi. La Corte di Cassazione, infatti, proprio ieri ha condannato a quattro mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 2mila euro un uomo di 52 anni residente a Palermo, accusato di aver utilizzato codici acquistati da terzi per accedere alla piattaforma Sky.

Il suo ricorso è stato rigettato in quanto inammissibile dal momento che, come è spiegato nella sentenza, “il reato di “card sharing” (cioè l’utilizzo di codici necessari per vedere i programmi criptati senza aver sottoscritto un contratto) era stato depenalizzato nel 2000 ma ha poi ripreso rilevanza penale nel 2003, in seguito a un decreto legislativo”.

L’illecito consiste nella violazione della legge sul diritto d’autore, che nel caso affrontato dal verdetto è “pacificamente consistita nella decodificazione ad uso privato di programmi televisivi ad accesso condizionato e, dunque, protetto, eludendo le misure tecnologiche destinate ad impedire l’accesso poste in essere da parte dell’emittente, senza che assumano rilievo le concrete modalità con cui l’elusione venga attuata, evidenziandone la finalità fraudolenta nel mancato pagamento del canone applicato agli utenti per l’accesso ai suddetti programmi”.

L’aspetto eclatante della condanna, a ben vedere, risiede nel fatto che ad essere colpito dalla legge è l’utente finale e non più solo chi esercita attività di distribuzione di codici d’accesso per fini di lucro. E non interessa come sia avvenuta la violazione, e cioè il metodo adottato per eludere la protezione del segnale come ad esempio il “card sharing”, i codici comprati online o scambiati con un parente.

In questa battaglia legale sono molto attivi Sky e Mediaset Premium, mentre una posizione più morbida è stata assunta da Netflix. Alle altre Pay Tv, invece, non sembra interessare molto la faccenda, forse perché si spartiscono una quota minoritaria del mercato.

Ma in fin dei conti conviene eludere Sky, calcolando che tutto sommato si rischia un periodo detentivo ed una sanzione salata? A conti fatti no, dal momento che il gioco di truffare la Pay Tv obiettivamente non vale la candela, per il solo fatto che vengono risparmiati, ogni mese, solo una manciata di euro.

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Un Commento

  1. Daniele said:

    Quando andrà in prigione i dirigenti di Sky per aver eluso la legge con posizione di monopolio scorretto, e la impossibilità di utilizzare un decoder diverso da quello da loro imposto

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