Marotta (PU): ha una crisi epilettica in pizzeria, la ristoratrice la rimprovera

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“Così mi spaventa i clienti”: in questo modo è stata sgridata una signora, riavutasi da pochi minuti da una crisi in un punto di ristoro.

Totalmente incapace di immedesimarsi e capire il dramma a cui ha appena assistito, una ristoratrice marchigiana non ha trovato di meglio da fare che apostrofare una signora reduce da una crisi epilettica nella sua pizzeria.

“Persone come voi sarebbe meglio se ordinassero e mangiassero la pizza a casa”, ha detto all’esterrefatto marito della donna, recatosi alla cassa per pagare le pizze (per giunta non consumate), lamentandosi di un inesistente procurato allarme che avrebbe spaventato gli altri clienti in sala.

Eppure l’epilessia è una patologia abbastanza diffusa, che colpisce quasi mezzo milione di italiani che ne fanno conoscenza, nel 60% dei casi, sin dall’infanzia. Ma a quanto pare era sconosciuta alla donna che gestisce la pizzeria, spaventata dal malore di una 47enne preda di una crisi epilettica che si è risolta spontaneamente nel giro di pochi minuti, come nella stragrande maggioranza dei casi.

La presidente della Fie, Rosa Cervellione, ha dichiarato con rammarico che “non si tratta di un caso isolato, ma di uno degli ancora numerosi episodi in cui persone con epilessia sono vittime di discriminazione, conseguenza dello stigma che grava su di loro a causa della malattia e della sua scarsa conoscenza”.

La Cervellione conclude parlando di alcuni casi: “c’è stata una ragazza che ha avuto una crisi mentre era alla fermata dell’autobus, non ha ricevuto soccorso dai passanti ai quali ha chiesto aiuto; diversi lavoratori, dopo avere avuto una crisi epilettica sul posto di lavoro, sono stati relegati in mansioni sempre più marginali, sino ad essere sospesi e poi licenziati; innumerevoli studenti vengono sistematicamente esclusi dalla partecipazione alle gite scolastiche, con vari pretesti e un’unica verità: la scuola non intende farsi carico della gestione di uno studente con epilessia. E l’elenco potrebbe essere ancora molto molto lungo”.

Con un pizzico di atteggiamento solidale in più, l’epilessia sarebbe un po’ meno gravosa di quanto lo è oggi per chi ne soffre.

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